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I pet nelle case europee: boom di presenze

pet in aumento
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Negli ultimi anni la presenza di animali domestici nelle famiglie europee è cresciuta in modo marcato: tra il 2021 e il 2024 si stima l’ingresso di circa 35 milioni di nuovi pet nelle case. Questo aumento, frutto anche delle dinamiche vissute durante la pandemia isolamenti, bisogno di compagnia e adozioni più frequenti, ha trasformato il volto della cura veterinaria, mettendo sotto pressione una professione che non ha registrato una crescita proporzionale in termini di professionisti attivi. Il risultato è un carico di lavoro ampliato in modo significativo: in media, ogni veterinario si trova a dover seguire circa 100 pazienti in più rispetto al passato.

L’impatto del fenomeno si traduce in studi veterinari affollati

Appuntamenti più fitti, emergenze più frequenti, maggiore complessità nei protocolli di cura e un incremento delle richieste di informazioni e consulenze da parte dei proprietari. Accanto all’aumento quantitativo delle visite, cresce anche la componente emotiva del lavoro: gestire il legame affettivo tra persone e animali richiede competenze relazionali, tempo ed energia mentale, spesso non riconosciute nei modelli organizzativi delle cliniche veterinarie. Non sorprende dunque che una larga fetta dei professionisti avverta sintomi di affaticamento psicologico.

Dallo studio condotto da Censuswide sono emersi i seguenti dati

Lo studio ha coinvolto veterinari di Francia, Italia e Portogallo e da questo è emerso un quadro preoccupante: il 78% dei medici veterinari dichiara difficoltà legate allo stress e al proprio benessere mentale, e il 76% fatica a gestire gli aspetti emotivi del lavoro. Più della metà denuncia una pressione aumentata negli ultimi due anni, e il 71% ha valutato, almeno una volta, l’ipotesi di lasciare la professione a causa del disagio. Eppure, nonostante le difficoltà, la passione per la professione resta diffusa: il 78% continua a trovare gioia nell’esercizio della medicina veterinaria e il 92% consiglierebbe questa carriera a un giovane. Questi numeri indicano la necessità di un approccio sistemico: non si tratta soltanto di gestione degli appuntamenti o di politiche salariali, ma di creare reti di supporto che rispondano alla complessità emotiva e organizzativa del lavoro veterinario. In questo senso la collaborazione tra le associazioni veterinarie rappresenta un passo concreto soprattutto nella gestione dello stress e consapevolezza del ruolo, con l’obiettivo di costruire un sistema di supporto strutturato vicino alle esigenze dei professionisti.

Un elemento semplice ma potente: la gratitudine

Lo studio rivela che l’81% dei veterinari che ricevono un grazie regolarmente percepisce un beneficio concreto nelle proprie giornate lavorative. Un riconoscimento, anche minimo, può influire positivamente sulla motivazione e sulla resilienza, offrendo sollievo in momenti di fatica. Perciò, mentre si lavora su politiche e risorse, non va sottovalutato il ruolo della cultura del rispetto e dell’apprezzamento nei confronti di chi cura la salute dei nostri animali chiudendo la visita con un GRAZIE dottore. Per affrontare la sfida lavorativa è necessario un potenziamento della forza lavoro veterinaria con percorsi di formazione che includano la gestione del carico emotivo, modelli organizzativi più sostenibili negli studi e nelle cliniche, accesso a servizi di supporto psicologico e campagne di sensibilizzazione rivolte ai proprietari sui reali bisogni dei pet e sul rapporto con i professionisti. Il boom dei pet racconta una trasformazione sociale profonda: più cure, più affetto, ma anche maggiori responsabilità per chi si prende cura della loro salute.

Rossi Lina

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