

Qual è il migliore amico di un ragazzino? Non il compagno di banco o il vicino di casa o, per lo meno, non solo: il micio o il cane di casa sono il compagno di giochi preferito, i ragazzi stanno più volentieri in loro compagnia che con le sorelle o i fratelli. Lo ha stabilito una ricerca dell’Università di Cambridge, nel Regno Unito, pubblicata sulla rivista Journal of Applied Developmental Psychology.
Gli studiosi hanno preso in esame ragazzi dodicenni di 77 famiglie che avevano almeno un animale domestico e più di un figlio. Dai risultati, ottenuti applicando al rapporto tra ragazzi e animali domestici una misura utilizzata per valutare la qualità delle relazioni umane, il Network of Relationships Inventory o Nri, è emerso che i bambini riportavano di avere forti relazioni con i loro animali domestici rispetto ai loro fratelli o sorelle, con bassi livelli di conflitto e una maggiore soddisfazione in particolare per coloro che avevano dei cani. Questa ricerca è la dimostrazione in più di quanto un cane o un gatto siano molto di più che simpatiche palle di pelo: sono veri e propri componenti della famiglia, con i quali è importante condividere, nel limite del possibile, ogni esperienza quotidiana. Purtroppo nel nostro paese, in molte zone agli animali domestici non è ancora riservato il rispetto che meriterebbero, in primo luogo come esseri viventi e poi perché sono creature uniche, divertenti e affettuose.
Si legge sui giornali di cani e gatti abbandonati nei rifugi o, peggio, per la strada perché ci si stufa di occuparsi di loro. E purtroppo sono ancora tante le persone poco rispettose della vita che sfogano le proprie frustrazioni facendo del male a queste bestiole. Il rispetto verso cani, gatti, ma anche roditori, uccelli e così via deve invece partire proprio da una corretta educazione impartita dai genitori. Se è vero, insomma, che Fido o Micio fanno una grande compagnia ai bambini, questo non vuol dire che si debba acquistare un cucciolo a Natale o per il compleanno per soddisfare il capriccio di un momento. Un cucciolo non è un giocattolo da riporre nel cassetto quando ci si stufa: per questo, invece che comprare il cane, è meglio recarsi con il figlio nel canile più vicino e intraprendere con gli addetti un percorso adottivo responsabile. C’è solo l’imbarazzo della scelta: purtroppo nei canili ci sono cani di tutte le taglie e di tutte le età, adorabili meticci e anche cani di razza. Lo stesso vale per i gattili, che soprattutto in primavera accolgono tanti, troppi micini abbandonati che aspettano una famiglia.
E tutti ne trarranno beneficio: non solo il ragazzino che, comunque, dovrà assumersi la sua parte di responsabilità nella cura della bestiola, ma anche i nonni e soprattutto i ragazzi con problemi di tipo neurologico. Prendersi cura di un animale significa essere più attivi e, nel caso del cane, essere costretti a uscire di più di casa, a camminare, incontrando persone e socializzando. Tutto questo fa bene agli anziani dal punto di vista psicologico e fisico. Uno studio pubblicato dalla rivista scientifica Circulation dimostra che chi soffre di patologie cardiovascolari se prende un cagnolino vive sensibilmente più a lungo. Tanto è vero che in alcuni centri si sta adottando la pet therapy per gli anziani con problemi di cuore.
Sahalima Giovannini