

L’udito è un dono prezioso, ci permette di ascoltare i figli, i nipoti, la musica ed i suoni della vita quotidiana. Purtroppo, con l’età e a causa di altri fattori, molti nonni perdono parte di questa capacità: si stima che una persona su tre tra i 65 e i 74 anni e una su due oltre i 75 abbia qualche problema uditivo. Ma riconoscere i segnali, proteggersi e usare le risorse disponibili può davvero fare la differenza.
La prima giustificazione del non sentire è pensare che gli altri mormorino, che la televisione sia semplicemente troppo bassa o che il telefono non funzioni bene. All’inizio si fa fatica a capire i suoni acuti: le voci dei bambini o delle donne, le consonanti come S ed F e si tende a chiedere più spesso di ripetere. Con il tempo, può diventare difficile seguire conversazioni in gruppo, rispondere in modo adeguato o mantenere una partecipazione piena alla vita sociale. Alcuni sentono anche ronzii o fischi nelle orecchie, chiamati acufeni. Le cause possono essere molteplici: l’invecchiamento naturale dell’orecchio, l’esposizione prolungata a rumori forti sul lavoro, partecipazioni a concerti. Alcune malattie come diabete o ipertensione, infezioni, traumi o effetti collaterali di farmaci posso facilitare il decadimento uditivo. Esistono tre tipi principali di perdita uditiva:
Solo alcune forme sono trattabili con intervento medico o chirurgico; molte, invece, richiedono strategie di compensazione come gli apparecchi acustici.
Primo, osservare i segnali: chiedete a familiari e amici se hanno notato cambiamenti. Fate controllare le orecchie per escludere ostruzioni da cerume o infezioni, spesso sono facilmente risolvibili. Al sospetto di una perdita persistente, prenotare una visita dall’audiologo per un esame più accurato e per valutare l’eventuale necessità di apparecchi acustici o altri ausili: sistemi per la TV, telefoni amplificati, impianti cocleari nei casi più gravi. In casa, adattare l’ambiente per facilitare la comunicazione: preferire stanze ben illuminate e sedute fronte a fronte quando si parla; eliminare rumori di fondo inutili e chiedere a chi parla di guardare il volto e di parlare chiaramente senza urlare. Piccoli accorgimenti: alzare il volume solo quando serve, utilizzare sottotitoli, o posizionarsi più vicino a chi parla è di grande aiuto.
Proteggere le orecchie dai rumori forti usando tappi o cuffie attenuanti quando si fanno lavori con macchine, giardinaggio con tosaerba, o quando si partecipa a concerti o manifestazioni. Evitate di stare troppo vicino agli altoparlanti e moderare il tempo di ascolto con cuffie personali. Infine, non sottovalutate l’impatto emotivo: la perdita uditiva può portare isolamento e tristezza. Accettare aiuti tecnici e imparare a comunicare in modo diverso spesso migliora non solo l’udito, ma anche la memoria e il benessere generale. Parlarne con il medico, coinvolgere la famiglia e non dimenticare che con i giusti accorgimenti, è possibile mantenere legami forti e godersi la vita di famiglia.
Fabio Massimo Cocaina