Così appaiono i nostri figli secondo il rapporto annuale dell’Eurispes sull’infanzia e l’adolescenza
In una mano il cellulare, nell’altra il lettore Mp3. Sperimentano nuove forme di socialità ma spesso lo fanno in solitudine, davanti ad un computer. Il loro peggiore incubo è di essere violentati o rapiti, ma amano giocare a videogiochi violenti. Credono nel gruppo e hanno una gran voglia di alterarsi ed evadere dalla realtà. Ma soltanto uno su due crede al futuro. Sono i bambini e gli adolescenti di oggi, fotografati dall’ultimo “Rapporto nazionale sulla condizione dell’infanzia e dell’adolescenza” redatto dall’Eurispes, in collaborazione con Telefono Azzurro. ù Dall’indagine, condotta in 41 scuole italiane, che ha coinvolto 6000 ragazzi tra i 7 e i 19 anni, sono emerse le aspettative, i sogni, le abitudini e le inquietudini dei nostri figli.
Mai più senza cellulare e computer
Il 58,6% del campione dei bambini dai 7 agli 11 anni, dispone di un telefono cellulare, utilizzato soprattutto per comunicare con i genitori o con gli amici. Il 73,4% dei giovanissimi poi ha un computer. Il 47,5% ha imparato a navigare tra i 9 e gli 11 anni, mentre il 38,5% ha mosso i primi passi nella Rete ancora più precocemente, tra i 6 e gli 8 anni. Il 60,6% ha una consolle portatile in casa, e per il 43% dei bambini italiani i passatempi più diffusi sono videogiochi e playstation. Solo il 12,2% preferisce giocare con le bambole, peluche, puzzle, e sono soprattutto le bambine. Sono i videogiochi pericolosi e non adatti ai più piccoli ad attrarre sempre più i maschietti (64,2% dei maschi vs il 31,6% delle femmine). Infine il 56,2% ha un lettore mp3, ma la televisione suscita ancora un forte fascino: il 10,9% la guarda per più di quattro ore al giorno, il 31,9% fino ad un’ora.
Per quel che riguarda gli adolescenti tra i 12 ed i 19 anni, computer e collegamento alla Rete sono beni irrinunciabili. Il 71,1 per cento dei ragazzi, per lo più maschi (47,2%), naviga nella Rete. Lo fanno soprattutto per comunicare tramite chat, mail, forum, per giocare, per apprendere. I telefonini (96,2%) e i computer (93%) sono strumenti indispensabili nella vita quotidiana dei ragazzi. Solo il 3,2% e il 5,4% del campione afferma di non avere rispettivamente il telefonino o il Pc.
Le paure segnate dalla solitudine
Per la maggioranza dei bambini intervistati il bullismo è una prepotenza contro un compagno più debole che si ripete spesso (59,9%), solo per il 7,3% si tratta di un gioco tra compagni. Dalla rilevazione è emerso che oltre un quarto del campione (27,8%) è stato ripetutamente vittima di brutti scherzi, provocazioni, prese in giro e offese immotivate, soprattutto bambini.
Ma la paura più diffusa è quella di essere rapiti (22,6% del campione), seguita dalla paura di essere avvicinati da persone sconosciute o di essere coinvolti in attentati terroristici (16,3%), dalla paura di perdersi o si assistere a scene violente (13,7%), di rimanere solo in casa e di essere picchiato da altri bambini/ragazzi (12,6%).
Tra gli adolescenti la paura più frequente risulta quella di essere vittima di violenze sessuali (il 17%), seguita dal timore di essere importunati da sconosciuti (11%) e di essere rapiti (9,7%). In ogni caso la maggioranza riferisce di non essersi mai sentita in pericolo (51,6%). Ma in questa fascia d’età violenza e sopraffazione, si materializzano anche attraverso gli strumenti tecnologici. Il 15% dei ragazzi intervistati ha dichiarato di essere stato vittima di un episodio di “cyberbullismo”: Sms o e-mail offensive o minatorie, creazione di siti Internet sui quali vengono diffuse immagini o filmati compromettenti per la vittima, sono i mezzi utilizzati solitamente dai “bulli tecnologici”.
Aperti al cambiamento, incerti sul futuro
La maggioranza dei bambini tra i 7 e gli 11 anni ha dichiarato di aver instaurato un rapporto di amicizia (54,8%) con bambini stranieri, solo il 3,4% dei bambini intervistati si dimostra indifferente nei confronti dei compagni stranieri o prova fastidio, paura o antipatia (1%). Sono le bambine, in percentuale maggiore, a stabilire con i compagni di nazionalità diversa rapporti di amicizia.
Se poi si chiede loro se pensano che uomo e donna abbiano ruoli paritari, il 60,4% risponde che entrambi dovrebbero collaborare nello svolgimento dei compiti all’interno della famiglia. Il 67,2% del campione ritiene che non vi debbano essere differenze tra i sessi nella scelta delle attività lavorative, che la donna può essere brava quanto un uomo in ogni ambito. Ma il 61,6% si dichiara d’accordo sul fatto che spetti alla donna il compito di curare la casa e che la sua piena realizzazione sia nell’ambito familiare (68,9%).
La convinzione di ruoli paritari è ancora più forte nella fascia degli adolescenti: per il 79% degli intervistati tra i 12 e i 19 anni una donna è in grado di svolgere qualsiasi tipo di attività lavorativa ed il 75,9% non pensa che il successo professionale sia importante più per l’uomo che per la donna. Ma è alla donna che il 47,7% degli intervistati crede spetti il compito di prendersi cura della casa.
Non è tabù l’omosessualità per il 35,6% del campione. Un adolescente su cinque ha affermato di considerarla una forma d’amore come l’eterosessualità. Ad una sostanziale apertura nei confronti di una società in evoluzione fa da contraltare, tra gli adolescenti, una sostanziale incertezza sul futuro. Il 56,7% del campione si auspica di trovare un lavoro sicuro ed economicamente soddisfacente, ma il 42,2% non ha molte speranze a riguardo. Il 65,1% è convinto che il futuro riservi la possibilità di trovare il lavoro che più piace. Spera, infine, di realizzare i propri sogni oltre la metà del campione (66,9%). Ma il 52,4% degli intervistati non nutre molte speranze di vivere in futuro in un mondo migliore.
Sempre più precoce l’assunzione di alcol
Un capitolo a parte, per quel che riguarda gli adolescenti, merita l’uso di alcol e droga. Se l’assunzione di cannabis e cocaina tra i 15-19enni risulta stabile, è in aumento invece l’uso di stimolanti e di allucinogeni. Il 2,2% degli studenti ha provato l’eroina almeno una volta nella vita, la cannabis il 29,2%, gli stimolanti (anfetamine, ecstasy) e gli allucinogeni il 4,7% del campione. In ogni caso la maggioranza degli studenti (74,9%) afferma di considerare rischioso il consumo di sostanze stupefacenti. Per quel che riguarda l’alcol l’allarme maggiore è relativo ad un consumo sempre più prematuro. Il sabato beve tra l’83% e il 66,7% dei ragazzi tra i 16 e i 24 e uno su cinque si ubriaca durante il fine settimana. Sono i maschi a dichiarare di assumere alcol più spesso e sono ancora i ragazzi ad aver iniziato a bere alcolici prima di compiere 11 anni o tra gli 11 e i 14. Bevono prevalentemente in occasioni di feste e ricorrenze (49,6%) o quando sono in compagnia di altre persone (27,9%). Solo il 5,5% degli adolescenti dichiara di non aver mai bevuto un bicchiere di birra o vino. Consola solo il dato relativo alla consapevolezza del pericolo che riviste la guida in stato di ebbrezza: l’83,1% di ragazzi assicura di non essersi mai messo al volante dopo aver bevuto alcolici. Speriamo sia vero.
Agnese Moghetti