

Ebbene sì, l’ordine di nascita può influire e non poco sulla scelta di quello che si vorrà o saprà fare da grandi nella vita. Un bambino primogenito o un figlio unico può avere maggiori probabilità di diventare un medico o un avvocato. I fratelli più giovani, dal secondo in poi, si rivolgono più spesso alle professioni artistiche o che comunque fanno stare gran parte del tempo fuori da un ufficio o comunque all’aria aperta. Cerchiamo di capirne il perché e soprattutto come stanno effettivamente le cose.
La lettura di alcuni brani riguardanti gli astronauti ha stimolato la ricerca per soddisfare la curiosità, ebbene, tra i primi ventitré astronauti americani andati nello spazio, ben ventuno erano primi figli. Tutti e sette gli astronauti del primo programma spaziale americano, il Mercury Seven, erano primogeniti. Una indagine condotta nel 2007 sulla personalità dei leader d’azienda aveva messo in rilievo che il 43% dei CEO erano primogeniti, il 33% erano in ordine di nascita i secondi e il 23% erano i più piccoli. Altri famosi uomini o donne balzati alla notorietà in ogni ambito scientifico o nel campo economico-politico sono o sono stati: Winston Churchill, Luigi XIV meglio conosciuto come Re Sole, Maximilien de Robespierre, Hillary Clinton ed Oprah Winfrey. I secondi nati o comunque i più piccoli sono emersi lavorativamente soprattutto nel campo sportivo o comunque sport pericolosi come ad esempio: salto con gli sci, gare motociclistiche, tuffi da trampolini. Uno studio di qualche anno fa prese in esame gli studenti universitari americani ed era emerso che i primogeniti erano poco propensi a cimentarsi in sport pericolosi, i più temerari erano gli ultimi nati.
I genitori indubbiamente passano con il primo figlio molto più tempo, infatti i bambini nati per primi hanno a disposizione circa tremila ore di tempo in più rispetto al secondo o terzo nato. Questa differenza iniziale resterà tale per tutta la vita ma ciò che è più rilevante, e che determina la grande differenza, è la qualità del tempo condiviso come se fosse e di fatto lo è l’unico figlio per quel periodo di tempo. Anche se i genitori si forzano di passare la stessa quantità di tempo con due o più figli, purtroppo il tempo libero totale non sarà mai simile a quello di un primogenito. I genitori, proprio per l’inesperienza non solo dedicano più tempo, ma mettono in campo e richiedono una maggiore qualità sia nell’educazione sia nella correttezza. Molta attenzione viene posta allo sviluppo del linguaggio, la base del successivo sviluppo del pensiero, i bambini senza fratelli, crescono come dei piccoli adulti, per questo motivo i primogeniti tendono a seguire maggiormente interessi basati sulle attività cognitive. Uno studio dell’Università dell’Essex – Institute for Social and Economic Research dopo aver analizzato un migliaio di coppie di fratelli, concluse che i primi nati avrebbero avuto il 16% di probabilità in più dei secondi fratelli di frequentare l’università. A conferma di questa evidenza una ricerca condotta dall’Università di Edimburgo. dott.ssa Ana Nuevo-Chiquero, ha dimostrato che i primogeniti possiedono maggiori capacità riflessive rispetto ai fratelli più piccoli, proprio perché vengono maggiormente stimolati dai genitori. L’atteggiamento dei genitori con gli altri figli è più rilassato, vengono stimolati e coinvolti di meno in attività come la lettura, suonare uno strumento o fare lavoretti creativi. Queste modifiche nel comportamento dei genitori impostano i figli su un percorso cognitivo e un rendimento scolastico inferiore con un forte impatto sui risultati nella vita adulta. E’ anche presente una maggiore disponibilità a passare sopra e perdonare comportamenti che al primo figlio non è stato concesso.
Per concludere sembra che i vantaggi dei primi figli iniziano a farsi evidente fin da piccolissimi, con maggiori capacità cognitive sia nella lettura, comprensione del testo e capacità verbali oltre che matematiche.
Dott.ssa Rosalba Trabalzini
Psichiatra, psicoterapeuta CBT, laureata in psicologia clinica