

Le vacanze estive rappresentano uno dei momenti più attesi dai bambini. Finisce la scuola, cambiano i ritmi quotidiani e finalmente arriva il tempo da trascorrere con mamma e papà. Quando però una coppia è separata o sta affrontando una separazione, questo periodo può trasformarsi in una fonte di stress per tutta la famiglia. Organizzare le ferie, decidere i periodi di permanenza con ciascun genitore, gestire eventuali nuovi compagni o compagne e affrontare vecchi rancori rischia infatti di far perdere di vista chi dovrebbe essere al centro di ogni scelta: il bambino. Le più recenti indicazioni dei neuropsicologi dell’età evolutiva sottolineano come non sia la separazione in sé a provocare il maggiore disagio nei figli, bensì l’elevata conflittualità tra i genitori. Quando mamma e papà riescono a collaborare, pur vivendo separati, i bambini sviluppano generalmente un buon adattamento e affrontano il cambiamento con maggiore serenità.
Uno degli errori più frequenti è trasformare il figlio in un alleato. Può accadere in modo esplicito, chiedendogli con chi desidera stare, oppure in maniera più sottile, criticando l’altro genitore in sua presenza o cercando continue conferme del suo affetto. Il bambino, invece, ha bisogno di sentirsi libero di voler bene a entrambi senza provare sensi di colpa. Ogni tentativo di metterlo in mezzo alla conflittualità della coppia lo espone a un forte carico emotivo che non è in grado di gestire. Durante le vacanze questo rischio aumenta perché i tempi trascorsi con ciascun genitore sono più lunghi e le occasioni di confronto sono più numerose. È quindi fondamentale evitare discussioni durante i cambi di consegna, telefonate aggressive o messaggi polemici davanti ai figli.
Se è la prima estate dopo la separazione, il bambino sta ancora costruendo un nuovo equilibrio. È normale che provi tristezza, nostalgia o timore di perdere uno dei due genitori. Per questo motivo mamma e papà dovrebbero rassicurarlo con parole semplici e coerenti: la separazione riguarda gli adulti, non modifica l’amore che entrambi provano per lui. Accompagnarlo serenamente dall’altro genitore, augurargli una buona vacanza e mostrarsi fiduciosi trasmette sicurezza molto più di tante spiegazioni. I bambini osservano soprattutto i comportamenti: vedere due genitori che, pur separati, riescono a collaborare li aiuta a sentirsi protetti.
Talvolta uno dei genitori cerca inconsapevolmente di compensare il dolore della separazione con regali, permissività o continue concessioni. Si va a dormire sempre tardi, si comprano giochi costosi, si eliminano tutte le regole. Questo atteggiamento, però, rischia di confondere il bambino. Le regole condivise rappresentano un elemento di stabilità e continuità tra le due case. Non significa organizzare vacanze rigide, ma mantenere orari ragionevoli, educazione, rispetto reciproco e limiti coerenti. I ricordi più belli non nascono dai regali, ma dal tempo trascorso insieme: una passeggiata al tramonto, una giornata in barca, una visita a un castello, una gita in montagna o semplicemente un gelato condiviso diventano esperienze che rafforzano il legame affettivo.
Uno degli argomenti più delicati riguarda la presentazione di un nuovo compagno o di una nuova compagna. Le indicazioni degli specialisti invitano a non avere fretta. Se la relazione è appena iniziata o la separazione è ancora recente, le vacanze non rappresentano il momento ideale per far conoscere il nuovo partner ai figli. Il bambino potrebbe vivere quella presenza come la conferma definitiva della rottura della famiglia o come una sostituzione del proprio genitore. La situazione può diventare ancora più complessa quando sono presenti anche i figli del nuovo partner. È preferibile attendere che la separazione sia stata elaborata e che la nuova relazione abbia raggiunto una certa stabilità, programmando incontri graduali e senza forzature.
Al ritorno dalle vacanze è importante evitare domande che mettano il bambino in difficoltà: – *Chi c’era?* – Hai visto la nuova fidanzata? – Il papà è uscito con qualcuno? – La mamma parlava male di me? Il bambino non deve diventare un investigatore né sentirsi costretto a scegliere cosa raccontare e cosa nascondere. Se percepisce che ogni risposta può ferire uno dei genitori, finirà per censurarsi o inventare risposte per proteggerli. La serenità dei figli nasce dalla libertà di vivere pienamente il rapporto con entrambi i genitori. Anche quando la coppia finisce, il ruolo educativo continua. Le vacanze estive possono diventare un’importante occasione per dimostrare che essere buoni genitori significa mettere da parte rancori e incomprensioni ogni volta che il benessere dei figli lo richiede. In fondo, il regalo più grande che un bambino possa ricevere non è una vacanza perfetta, ma la certezza di poter continuare ad amare liberamente sia la mamma sia il papà.
Rossi Lina