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L’Euro e la paghetta

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Secondo un sondaggio bambini preoccupati dal rischio di “arrotondamenti” al ribasso decisi dai genitori

Oltre alle casalinghe, c’è un’altra categoria preoccupata per l’arrotondamento dei prezzi dopo l’entrata in vigore dell’euro: i bambini. Il loro incubo, secondo un sondaggio promosso dalla rivista per bambini “Il Colosseo”, pubblicata dall’assessorato alle Politiche per l’ Infanzia del Comune di Roma, è quello di vedersi ridurre la paghetta in seguito ad un calcolo al ribasso dei genitori.

L’inchiesta, realizzata tra mille bambini tra gli 8 e i 13 anni, ruotava intorno ad un simbolo dell’autonomia conquistata, la paghetta, che periodicamente i genitori mettono nelle mani dei figli per le loro piccole spese. Non sono stati molti ad esprimere preoccupazioni sull’uso della nuova moneta anche perché prima dell’entrata in vigore molti alunni si sono esercitati in classe con i centesimi e le nuove monete. Ma qualche bambino ha espresso candidamente dubbi sui genitori, confessando il timore che la paghetta fosse arrotondata al ribasso. C’e’ poi chi ha affermato di voler sfruttare il momento per “gestire meglio i propri soldi” magari comprando meno dolci.

Dal sondaggio è emerso che l’85 per cento degli intervistati riceve ogni mese i soldi dei genitori, che in media danno ai propri figli dai 5 alle 20 mila lire con picchi minimi di 5 mila lire e massimi di 200 mila lire. Secondo l’indagine la prima paghetta in genere arriva intorno ai 6 anni: la cifra cresce con l’ età e va dai 5 ai 10 euro al mese per i bambini di 8-9 anni. A 10-11 anni la cifra mensile arriva a 8-15 euro, a 12 si toccano i 20 euro. Non ci sono differenze di paghette fra maschi e femmine. Diverso è semmai il modo di spendere: più spendaccioni i ragazzini, mentre le bambine sono risparmiatrici più accorte e riflessive. Con la paghetta in genere si comprano giochi e dolci: che, col crescere dell’età diventano figurine e videogame per i maschi, pupazzetti e oggetti di cancelleria per le ragazzine. Ma anche ricariche telefoniche e vestiti. Tutti, comunque, bambini e adolescenti devono, secondo i risultati del sondaggio, rendere conto delle loro spese a mamma e papà.

 

Matteo De Matteis

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