Rischio Listeria, i prodotti alimentari ritirati sono tanti

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Rischio Listeria, i prodotti alimentari ritirati sono tanti

rischio listeria
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Aumentano i prodotti sequestrati dai banchi dei supermercati a rischio Listeria. L’ultimo caso è stato quello di un lotto di prosciutto cotto ritirato dall’azienda per il rischio contaminazione dal batterio. I motivi di preoccupazione ci sarebbero, ma gli esperti in microbiologia tendono a rassicurare: la crescita degli alert non è segno di un pericolo maggiore rispetto al passato, ma quello di far maggior attenzione alla sicurezza alimentare. Oggi, rispetto a 10 o 15 anni fa, ci sono più controlli e più informazione al consumatore. L’Italia dispone di un sistema di allerta nazionale ed europeo trasparente, utile alla prevenzione dei rischi, non solo per la listeria ma anche per altri germi, come l’Escherichia coli.

Listeria, di quale batterio si tratta

Il  Listeria è un batterio molto diffuso. Ne esistono vari tipi, dei quali la più diffusa è la Listeria monocytogenes. Si trova nei vegetali crudi, oltre che nell’intestino di animali come polli, ovini, bovini, quindi anche in latte, formaggi, soprattutto i tipi a pasta molle e venature bluastre e uova. Il Listeria è presente anche nel pesce e nei prodotti ittici lavorati. Il Listeria può provocare disturbi di intensità diversa a seconda del sistema di difesa dell’organismo colpito. Chi sta bene può non avvertire alcun problema, oppure avere sintomi gastrointestinali acuti o cronici di entità anche lieve. In anziani, bambini piccoli, donne in gravidanza possono verificarsi i disturbi più intensi e soprattutto si può essere soggetti a forme di meningite e ad altri malesseri che coinvolgono sistema nervoso e cuore

Rischio Listeria, cosa comporta

La Listeria monocytogenes è un batterio che può contaminare le materie prime utilizzate per la produzione di alimenti e provocare gravi conseguenze, fino alla morte, in persone fragili o immunocompromesse e donne in gravidanza. In Italia, negli ultimi due anni, le vittime accertate sarebbero almeno quattro. In particolare, un ceppo molto pericoloso è stato trovato di recente in alcuni lotti di alimenti ritirati dal mercato: prima wurstel di pollo, quindi formaggio gorgonzola e infine prosciutto cotto. La Listeria monocytogenes riesce a sopravvivere negli impianti di produzione e confezionamento di alimenti freschi. Può formare biofilm sulle lame di acciaio delle affettatrici o sulle superfici, che diventano così un mezzo di contaminazione crociata, attaccando alimenti di altro tipo. Inoltre, il batterio si riproduce bene alle basse temperature utilizzate per la conservazione di alimenti che ne possono essere serbatoi, come formaggi e salumi freschi, carne lavorata, pesce affumicato. La ‘vita su scaffale’ di questi cibi è lunga, quindi il batterio utilizza queste settimane per proliferare, superando il livello di sicurezza: 100 cellule per grammo.

Le regole per difendersi dal Listeria

Gli esperti si augurano che in futuro si implementino nuove strategie per il controllo dei microrganismi nocivi, ad esempio attraverso l’utilizzo di virus batteriofagi, con la capacità di inattivare batteri, riducendo il rischio negli ambienti. Per il momento però le indicazioni restano quelle diffuse dal Ministero della Salute: vediamole.

  • cuocere alimenti quando riportato nelle etichette,
  • igiene in cucina e nel frigo
  • non conservare a lungo alimenti cotti
  • prima di mangiare alimenti cotti riscaldarli a temperature elevate
  • riporre i cibi in contenitori chiusi e separati
  • lavare gli ortaggi accuratamente oppure cuocerli al vapore
  • scegliere formaggi di qualità e consumarli ben prima della scadenza.

In caso di malessere, rivolgersi al medico.

Sahalima Giovannini

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