I detersivi che rispettano l’ambiente per l’assenza di imballaggio attirano i bambini

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I detersivi che rispettano l’ambiente per l’assenza di imballaggio attirano i bambini

Detersivi monodose in capsule per la lavatrice: pratici, ecologici ed efficaci. E così profumati e colorati che sono anche belli da vedere. Fin troppo: tanto è vero che i bambini potrebbero scambiarli per caramelle e ingerirli, con gravi danni per la salute. L’allarme viene dai medici scozzesi di Glasgow, hanno riscontrato un numero crescente di bimbi sotto i due anni ricoverati in ospedale per ingestione di capsule per lavatrice. I piccoli manifestavano difficoltà nella respirazione a causa di un rigonfiamento delle prime vie respiratorie. Gli esperti hanno quindi pubblicato uno scritto sulla rivista Archives of diseases in childhood. La dottoressa Lyndsay Fraser, del dipartimento di otorinolaringoiatria dell’Hospital of sick children di Glasgow, ha spiegato del perchè i bimbi scambiano le capsule di detersivo per caramelle: sono morbide, colorate e spesso hanno un aroma fiorito o fruttato inducendoli in confusione. I piccoli nella loro semplicità possono credere che si tratti di qualcosa di simile a una caramella, o a un lecca lecca, assaggiandoli, assecondando così la tendenza tipica dei primi anni, a conoscere la realtà attraverso l’esperienza orale. Queste capsule ripiene di detersivo, con il loro contenuto di tensioattivi e sostanze alcaline possono causare problemi molto gravi.

Se il bambino ha ingerito un detersivo
È fondamentale ricordarsi di riporre i detersivi in un luogo sicuro, al riparo dalle manine dei bambini. Se, però, il bimbo ingerisce un detersivo, in capsule o liquido, è essenziale capire cosa per poter intervenire in tempo limitando i danni. L’ingestione di sostanze corrosive si distingue facilmente perché sulle labbra e nel cavo orale della persona compaiono segni di ustione. In questo caso non si deve assolutamente provocare il vomito: il “ritorno” della sostanza corrosiva nell’esofago potrebbe causare ulteriori lesioni. Si deve invece chiamare immediatamente il 118. Nell’attesa dell’arrivo dell’ambulanza, la persona va sistemata nella posizione di sicurezza (su un fianco, con le gambe piegate verso il petto). Inoltre è bene lavare la bocca e le labbra con molta acqua. Somministrare acqua in abbondanza serve a diluire la sostanza, per evitare che danneggi lo stomaco. Si devono raccogliere più informazioni possibili sul contenuto, possibilmente mostrando ai sanitari del pronto soccorso il contenitore originale o un campione. Possibilmente, sarebbe utile fornire indicazioni circa la dose assunta in modo accidentale o intenzionale. Va riferito anche il tempo trascorso dall’esposizione e tra esposizione e comparsa di eventuali sintomi.

Contattare un centro antiveleno
Per maggiore sicurezza è importante contattare un centro antiveleno, in cui opera un gruppo di medici specialisti garantendo una consulenza telefonica 24 ore su 24 per tutto l’anno. L’operatore di servizio risponde in base alle informazioni ricevute: prima di tutto i sintomi e, se possibile, il tipo di sostanza tossica e la quantità assunta, valuterà cosa è meglio fare. Se gli operatori del centro antiveleni, contattati direttamente da casa, ritengono non siano rischi, possono anche consigliare di restare a casa propria, senza prendere alcuna iniziativa. Se, in base ai sintomi, gli operatori del CAV ritengono che la persona intossicata corra un rischio per la vita o per la salute, la persona va trasportata al Pronto Soccorso, con mezzi propri per i casi meno seri o anche con l’autoambulanza. Quando ci si reca al Pronto Soccorso di riferimento, i medici di questa unità si mettono direttamente in contatto con il centro antiveleni, seguendo personalmente la prassi del caso.

Giorgia Andretti

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