Farmaci salvavita a scuola, a chi la somministrazione

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Farmaci salvavita a scuola, a chi la somministrazione

I bambini della scuola primaria trascorrono otto ore a scuola. In questo lasso di tempo qualcuno potrebbe aver la necessità di assumere farmaci specifici per malattie serie: ad esempio cardiopatie oppure per l’epilessia, o ancora se entra involontariamente in contatto con una sostanza allergenica e va incontro a una reazione intensa. A chi spetta il ruolo di somministrare il farmaco?


Un preciso protocollo

La legge sostiene che trattandosi di minorenni l’auto assunzione e la somministrazione di farmaci da parte del personale della struttura scolastica, sarebbe vietata. In alcuni casi, però, dare un farmaco significa salvare la vita, quindi il Ministero della Salute e quello della Scuola nel 2005 hanno messo a punto un protocollo preciso, che spiega chi se ne deve occupare. Se non è possibile l’intervento da parte dei genitori degli alunni il farmaco può essere fornito da personale scolastico che si è reso disponibile volontariamente, dopo aver frequentato i corsi di formazione per Addetti al Primo soccorso e, se necessario, i corsi di formazione alla somministrazione di farmaci salvavita organizzati delle Asl competenti. Questo ovviamente se l’intervento non richiede competenze mediche che un insegnante non possiede.


La dichiarazione dei genitori

È necessario che i genitori o i tutori dell’alunno che deve prendere il farmaco presentino una richiesta preliminare, forniscano il medicinale stesso, e alleghino la certificazione medica sullo stato di salute. Inoltre devono allegare un protocollo che spieghi come il farmaco va assunto. In questi casi, il somministrante è esente da responsabilità penale o civile. La mancata somministrazione di farmaci salvavita da parte del personale scolastico non addetto al primo soccorso non comporta accusa di omissione di soccorso, soprattutto in caso di crisi asmatica o diabetica.  Al contrario, gli addetti al primo soccorso possono essere accusati di questo, se una situazione di pericolo prevedibile ed evitabile causa un danno allo studente.


Se qualcuno si rifiuta

Se un addetto rifiuta di somministrare il farmaco salvavita potrebbe essere perfino accusato di inadempimento dell’obbligo extracontrattuale di vigilanza e custodia degli alunni ed esporre l’insegnante e la scuola stessa a risarcimento. Tuttavia non esiste una interpretazione univoca delle norme, quindi se si ha un bambino con necessità di assumere un farmaco salvavita nelle ore della scuola è bene parlarne per tempo con il dirigente scolastico e gli insegnanti per individuare una modalità sicura.

Sahalima Giovannini

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