Cure mediche per bambini e disparità italiane

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Cure mediche per bambini e disparità italiane

cure dei bambini

La realtà della sanità italiana è a macchia di leopardo anche per quanto riguarda le cure pediatriche. Al sud ci sono centri di eccellenza: il Santobono Pausilipon di Napoli oppure al Policlinico di Catania, eppure non sono sufficienti a coprire le esigenze di salute dei più piccoli. I bambini che nascono al sud, infatti, corrono un rischio del 70% maggiore rispetto ai coetanei del centro nord.

Uno studio illustra la situazione

Secondo uno studio italiano condotto su 7.800.000 bambini e ragazzi under quindici, un bambino che vive al Sud ha un rischio del 70% più elevato rispetto a un suo coetaneo del Centro-Nord di dover migrare in altre regioni per essere ben curato. Lo studio è stato pubblicato su Italian Journal of Pediatrics ed è stato presentato alla conferenza stampa dalla Società Italiana di Pediatria – SIP, che ha valutato per la prima volta l’entità della migrazione sanitaria dei minori nel nostro Paese. Il lavoro, a cura dei pediatri Mario De Curtis, Francesco Bortolan, Davide Diliberto e Leonardo Villani, è stato condotto su tutti 7.871.887 bambini e ragazzi con un’età inferiore a quindici anni. I dati hanno messo in luce una evidenza inaspettata, ovvero, l’11,9% dei ragazzini residente al Sud sono stati costretti a migrare per ricevere le cure necessarie, rispetto al 6,9% dei residenti al Centro- Nord, che ovviamente hanno ricevuto le cure all’interno della propria regione. Il numero tende alla crescita soprattutto quando si considerano i ricoveri ad alta complessità.

I viaggi della speranza richiedono alti costi

Il costo della migrazione sanitaria dal Mezzogiorno, dove risiede circa il 35% dei bambini e ragazzi, verso altre regioni è stato di oltre 103.000.000 di euro pari al 15,1% della spesa totale dei ricoveri. Inoltre, il trasferimento verso le strutture del Centro-Nord per alcune regioni del Sud ha un impatto economico molto elevato: per il Molise è pari al 45,9% di tutte le spese sanitarie per l’assistenza ai minori under quindici, per la Basilicata al 44,2%, per la Calabria e l’Abruzzo rispettivamente 26,9 % e 26,3%. In termini assoluti la Campania, regione del Sud con il più elevato numero di bambini, è quella che spende di più per ricoveri fuori regione: 25.000.000 di euro pari al 12% dei costi sanitari per questa fascia di età. La migrazione sanitaria dei minori lontano da casa, secondo il Comitato per la Bioetica della SIP causa profonde sofferenze per il distacco dal luogo di origine, problemi economici per le famiglie per le spese del trasferimento e difficoltà di lavoro dei genitori per l’allontanamento dalla loro sede.

Livelli essenziali di assistenza – LEA – non rispettati

I viaggi della speranza per le cure in altre regioni sono dovuti anche al fatto che non sempre vengono rispettati i LEA,  i livelli essenziali di assistenza. È un capitolo che parla della disparità tra l’efficienza dei sistemi sanitari regionali. In particolare sono i malati di Calabria, Campania e Sicilia a spostarsi verso Lazio, Emilia-Romagna, Liguria, Toscana e Lombardia. La Lombardia viene scelta per la cura di malattie come i tumori e per i ricoveri in alta specializzazione, raccogliendo il 29% dei malati che si curano fuori regione, mentre il Lazio ne accoglie il 12,4%, principalmente dal Sud. Lazio, Emilia-Romagna, Toscana insieme alla Liguria si confermano centri di riferimento per i ricoveri da fuori regione della popolazione in età pediatrica.

Sahalima Giovannini


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