Sono in arrivo le pagelle del primo quadrimestre

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Sono in arrivo le pagelle del primo quadrimestre

tempo di pagella
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Questo periodo è forse il più faticoso e impegnativo per i bambini. Le giornate sono ancora fredde e buie ed hanno nostalgia della bella stagione, del tempo in cui erano liberi di giocare all’aperto. Il loro fisico indebolito da malattie da raffreddamento e come ciliegina sulla torta è arrivata la pagella. Per qualcuno sarà una bella vittoria, per altri potrà essere un momento di insoddisfazione per le valutazioni non desiderate. Noi genitori dobbiamo aiutare i bambini a sentirsi bene e a essere più sereni.

Né premi, né punizioni

Partiamo proprio dall’avvenimento più importante di questo periodo: la pagella. Si discute tanto di questo documento, cartaceo oppure elettronico, fatto di numeri e di una valutazione che pretendono di riassumere la varietà, le capacità, la meravigliosa unicità dei nostri figli. Ma tant’è: la pagella c’è e ci sarà, quindi è importante non focalizzarsi su di essa, ma pensare che può essere uno strumento per capire le doti, i punti di forza e gli aspetti che invece richiedono un po’ di sostegno ai ragazzi da parte nostra. Se la pagella è stata soddisfacente, nostro figlio deve imparare a considerare questo stesso fatto come un premio: quindi niente regali, niente festeggiamenti. Si rischia di pensare che fare il proprio dovere richieda un premio.

Capire se ci sono difficoltà

Al contrario, se il bambino ha manifestato qualche debolezza in alcune materie o nel comportamento, anziché sgridarlo o punirlo è bene capire perché questo è successo. Se il ragazzino studia poco è ovvio che questo comportamento vada corretto, ma le difficoltà possono essere legate a problemi come dislessia, oppure a momenti complessi vissuti in famiglia. È quindi importante indagare parlando con gli insegnanti, se per caso sia opportuno sottoporre il bambino a un test per i disturbi specifici di apprendimento, oppure con uno psicologo nel caso di tensione e difficoltà in famiglia. Il bambino va seguito di più nello studio, ma questo non significa che mamma e papà o il nonno devono fare i compiti al posto suo. Farà bella figura con il lavoro svolto a casa, ma alla prima verifica a scuola i problemi salteranno fuori. Meglio quindi chiedergli di mostrare i quaderni con gli esercizi svolti, o mostrarsi disponibili ad ascoltare la lezione. Questa non va appresa a memoria, ma compresa e magari approfondita, questa volta sì con un genitore cercando spunti su internet o magari vedendo un documentario di arte, natura, scienze che potrà far appassionare il bambino più che la sola lettura del testo.

Coltivare il benessere fisico e mentale

Anche proporre al bambino uno spettacolo a teatro per i più giovani, un film di qualità, un museo alla sua portata è un modo per creare attorno a lui un contesto mentale che lo spinge ad aprirsi, a riflettere, ad approfondire. Immancabili libri: già, proprio quelli tradizionali, cartacei, che lo avviano alla lettura di un testo di una certa lunghezza per il piacere di farlo e non perché costretti dalla scuola. È infine importante che il bambino sia in salute. Non va sovraccaricato di attività pomeridiane, i ragazzini devono andare a letto presto per poter contare su 9-10 ore di sonno notturno almeno. Anche l’alimentazione è importante. Da frutta e verdura, latticini, pesce, primi piatti nutrienti ma leggeri potrà trarre i nutrienti giusti per sentirsi in forza.

Giorgia Andretti

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