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Prima media, tutto è nuovo: insegnanti, compagni e impegno nello studio

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La differenza è davvero tanta tra il ciclo delle elementari e le medie inferiori. Contrariamente alla scuola elementare, in cui la maggior parte del lavoro era svolta a scuola e i compiti erano in quantità limitata, come una sorta di ripasso. Alle medie e alle superiori il lavoro pomeridiano autonomo è parte integrante della formazione perché completa quello che si è fatto a scuola, stimola lo spirito di iniziativa, spinge all’approfondimento personale e aiuta la creazione di un metodo di studio del tutto personale.

Ragazzini poco abituati a studiare
Per questo motivo molti ragazzini all’inizio della scuola media hanno non poca difficoltà ad apprendere il nuovo sistema di studio. A casa, dove non ci sono le maestre a controllare, dedicano poco o nessun tempo allo studio orale e si concentrano soprattutto sullo scritto, che siano esercizi di matematica o di inglese, temi o disegni tecnici. A creare i maggiori problemi è lo studio orale, come storia, scienze, geografia. Il bambino non riesce a gestire pagine e pagine di nozioni su volumi decisamente più complessi, si distrae e non apprende a sufficienza. Possono quindi comparire i primi brutti voti e le note. Per non correre questo rischio, che incide sul rendimento ma anche sull’autostima del ragazzino, sarebbe importante prima di tutto evitare di lasciarlo da solo in casa tutto il pomeriggio, lasciandogli la responsabilità di auto gestirsi tra compiti, studio e attività sportive. Sarebbe davvero troppo per un bambino che, fino a tre mesi prima, era seguito dalle maestre fino a pomeriggio inoltrato.

Un adulto a casa, almeno per qualche ora
Lasciare un ragazzino da solo per ore in casa non è solo rischioso dal punto di vista della sicurezza, ma lo potrebbe far davvero sentire solo, nel senso di abbandonato a se stesso. C’è ancora un grande bisogno, a questa età, di avere una persona adulta accanto a sé, per eventuali dubbi sui compiti, per due parole di incoraggiamento, soprattutto per sentire la vicinanza di un adulto. Un fratello di due o tre anni maggiore fa compagnia, certo, ma non è sufficiente a garantire la stabilità di cui a questa età si ha ancora bisogno. Il problema si pone se entrambi i genitori hanno un lavoro a tempo pieno. In questo caso sarebbe opportuno organizzarsi in modo che il bambino sia seguito. Alcune scuole prevedono alcuni rientri, ossia pomeriggi in classe per fare i compiti e approfondire alcune materie: sarebbe il caso di approfittarne. Esistono però anche pomeriggi di doposcuola offerti presso oratori, associazioni di volontariato, presso la stessa scuola. Sarebbe il caso di informarsi per il proprio figlio: spesso bastano due o tre ore nel pomeriggio per seguire il bambino e farlo sentire sufficientemente preparato. Una valida alternativa sono sempre i nonni, spesso felici di seguire il nipote nello studio, oppure una persona alla pari con competenze sufficienti per insegnare anche un minimo di metodo.

Nuovi strumenti di studio
Il problema, infatti, oltre ai compiti scritti, sta soprattutto nelle lezioni orali: lunghe e complesse pagine di storia, scienze, geografia da capire e memorizzare. Nostro figlio deve apprendere l’importanza dello studio mnemonico: cifre, dati e nozioni basilari, per raggiungere questo scopo non c’è molto altro da fare se non leggere più volte e ripetere, ad alta voce, imparando a fare piccoli schemi riassuntivi in cui si riportano i fatti principali, i punti da approfondire e i dubbi da risolvere. La differenza vera con le elementari sta proprio qui: non ci si può limitare al libro, si deve stimolare la curiosità e l’approfondimento utilizzando nuovi strumenti, da internet alle enciclopedie, agli atlanti, ai quotidiani e alla riviste specializzate. Per questo sono consigliati, come regali utilissimi, anche un abbonamento a un giornale scientifico, a misura di ragazzo, una calcolatrice scientifica, un’antologia commentata con i principali passi di autori italiani. In questo modo lo studio potrà diventare davvero qualcosa di coinvolgente e non sarà limitato a un banale esercizio di apprendimento.

Giorgia Andretti

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