

Passare da un luogo conosciuto, sicuro e accogliente come è stata la scuola elementare all’incognita delle medie è uno step davvero impegnativo per i nostri ragazzi. Lo sarebbe per noi adulti, se dovessimo cambiare luogo di lavoro: immaginiamo che impegno psicologico sarà per loro, così giovani ed alle prese con un momento complesso della crescita. Stanno infatti vivendo la pre-adolescenza, un periodo in cui si sentono insicuri anche su quelli che un tempo erano i loro punti di forza. Settembre sarà per loro una delle prove più importanti della loro giovane vita.
Incontriamoci per conoscerci
La prima incognita è quella dei nuovi compagni di classe. Fino a giugno ci si conosceva tutti, si era amici da cinque anni e si era imparato a tollerare quelli con cui si andava meno d’accordo. A meno che non abbiamo già dei compagni di classe iscritti nella stessa sezione e quindi inizieranno il nuovo percorso insieme. I pensieri del nostro ragazzo saranno tutti rivolti ad immaginare ciò che lo accoglierà nella nuova scuola. Iniziare l’anno nuovo con uno o due ragazzini che erano nella stessa classe delle elementari è senz’altro un aiuto, ma non tutti hanno questa fortuna. E vedere che, in classe, si formano gruppetti di bambini che si conoscono già, può spingere i più timidi a chiudersi ancora di più in se stessi. In realtà, questa tappa sarà superata presto. Non è detto che un’amicizia iniziata tra i banchi delle elementari continui anche secondo le stesse modalità alle medie e non è detto che sia un rapporto esclusivo. I ragazzini cambiano, crescono, evolvono e talvolta prendono strade diverse. Per questo motivo è importante favorire in modo obiettivo i rapporti. Un modo per conoscersi tra genitori e per facilitare i nuovi legami tra i ragazzi è un incontro tutti insieme. Al posto della classica pizzata di inizio anno, in cui si sta seduti e si parla solo con i vicini, è preferibile un incontro all’aperto in un parco, in cui ognuno porta qualcosa da mangiare. Adulti da una parte, ragazzini dall’altra, si iniziano a memorizzare volti e nomi e da quel momento tutto diventa più facile.
Un po’ di sport durante la settimana
Un altro aspetto che si dovrà modificare sarà l’organizzazione pomeridiana. Alle scuole medie, infatti, rispetto alle elementari ci sono più pomeriggi liberi a casa. Questo significa che il tempo libero potrà essere sfruttato di più e meglio. È consigliabile spingere il ragazzino a praticare più attività fisica, se già non è iscritto a qualche corso. Lo sport, infatti, essenziale fin dai primi anni delle elementari, all’epoca delle medie diventa insostituibile. Il fisico infatti nell’età dell’adolescenza va incontro a un forte accrescimento sia in statura sia ponderale. Possono quindi comparire problemi di tipo ortopedico e il ragazzino può accumulare chili di troppo. Lo sport aiuta a restare in forma e combatte i problemi muscolo scheletrici. La scelta dello sport giusto è davvero varia: oltre al nuoto, adatto a tutti, ci sono la pallavolo, il basket e il calcio, adatti soprattutto ai più timidi o per i ragazzini che non riescono a seguire le regole. Il tennis, la danza, il pattinaggio sono per chi ha scarsa fiducia in se stesso, perché mettono in evidenza le capacità del singolo senza un confronto diretto con l’avversario. Soprattutto, lo sport aiuta a scaricare le energie fisiche represse durante le ore di studio, ad arricchire di ossigeno i neuroni e quindi anche a studiare meglio e a concentrarsi di più. Ovviamente lo sport deve piacere e non risultare eccessivamente gravoso, soprattutto se un ragazzino, oltre alla scuola, segue anche corsi di inglese, di chitarra o altro. È anche bene valutare l’impegno extrascolastico in relazione al nuovo corso di studi, perché un ragazzino non si deve affaticare eccessivamente e non si deve perdere di vista l’obiettivo principale: un sereno rendimento.
Lina Rossi