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Prevenire il bullismo

Il fenomeno è in crescita, un ragazzino su tre è coinvolto: da Telefono Azzurro i consigli per i genitori

Il bullismo è un fenomeno di prevaricazione e disagio molto diffuso in Italia e che, secondo i dati di Telefono Azzurro, coinvolge almeno un minore su tre. Per dare un sostegno alle famiglie e agli insegnanti, l’Associazione – da anni in prima linea nella difesa dei diritti dell’infanzia – ha dedicato al problema uno dei suoi quaderni: “Il fenomeno del bullismo, conoscerlo e prevenirlo”. Il testo, disponibile gratuitamente sul sito dell’Associazione descrive il fenomeno e, oltre a suggerisce i campanelli d’allarme per individuare in un gruppo le figure del bullo e delle vittime, fornisce alcuni suggerimenti per combattere la diffusione dei disturbi comportamentali associati al bullismo. Allegato al quaderno c’è un prezioso inserto dedicato a bambini e adolescenti, “Cos’è il bullismo”, che si propone di avvicinare i più giovani alla conoscenza del fenomeno, guidandoli in un percorso di riflessione sul problema e aiutandoli ad individuare possibili soluzioni.

Dati sempre più preoccupanti
Il termine “bullismo” deriva dalla parola inglese “bullying” ed identifica un’oppressione, psicologica o fisica, ripetuta e continuata nel tempo, perpetuata da una persona più potente, o da un gruppo di persone, nei confronti di un soggetto percepito come più debole. Dalla ricerca condotta da Telefono Azzurro su un campione di 3.453 giovani intervistati risulta che circa il 35,4% è stato coinvolto in episodi di bullismo. Nella maggior parte dei casi riguardano bambini e adolescenti nelle fasce di età compresa tra i 7-8 e i 14-16 anni, ossia i bambini delle scuole elementari e dei primi anni delle scuole medie. Considerando la crescita del fenomeno, gli esperti in problematiche infantili e dell’adolescenza hanno concentrato lo studio sulle caratteristiche per distinguerlo e nel cercare strategie di interventi adatte a prevenirlo e contrastarlo. Il tutto riportato nel “Quaderno” di Telefono Azzurro anche per chiarire, soprattutto a certi genitori, che il bullismo non è un fenomeno fisiologicamente connesso alla crescita e non serve a rinforzare il carattere della vittima, ma crea solo disagio e sofferenza sia in chi lo subisce che in chi lo esercita. Telefono Azzurro mette in guardia dal confonderlo con le semplici liti tra giovani, perché nei casi di bullismo manca la caratteristica di alternanza tra i ruoli: chi offende e chi subisce le angherie sono sempre le stesse persone. Un comportamento “bullo” è un tipo di azione che mira deliberatamente a fare del male o a danneggiare; spesso dura nel tempo e, quasi sempre, esiste una grave difficoltà per la vittima a difendersi.
Tra le caratteristiche tipiche del bullismo descritte sul “Quaderno” emergono: l’intenzionalità (il bullo agisce con l’intenzione e lo scopo preciso di dominare sull’altra persona, di offenderla e di causarle danni o disagi); la persistenza nel tempo (di solito gli episodi sono ripetuti nel tempo e si verificano con una frequenza piuttosto elevata) e l’asimmetria della relazione (c’è una disuguaglianza di forza e di potere, per cui uno dei due sempre prevarica e l’altro sempre subisce, senza riuscire a difendersi).
I ricercatori hanno verificato l’esistenza di due forme di bullismo: uno “diretto”, più frequente tra maschi, caratterizzato da comportamenti aggressivi e prepotenti sia fisici che verbali molto visibili; l’altro è “indiretto”, un disturbo comportamentale meno evidente e più difficile da individuare, perché giocato sul piano psicologico, un tipo di prevaricazione che riguarda sopratutto le femmine, generalmente più empatiche rispetto ai coetanei dell’altro sesso.

Bulli, vittime e… spettatori
Oltre alle due figure del bullo (dominante o gregario) e della vittima (provocatrice o sottomessa/passiva), gli spettatori giocano un ruolo fondamentale, si tratti dei sostenitori del bullo, dei difensori della vittima o della maggioranza silenziosa. Proprio quest’ultima costituisce una grande risorsa perchè, circa l’85% degli episodi di bullismo, avviene in presenza del gruppo e la “maggioranza silenziosa” può contribuire a ridurre la portata del fenomeno se educata ad opporsi alla logica di omertà che legittima comportamenti prepotenti. Gli esperti hanno individuato gli elementi che distinguono le varie figure coinvolte nel fenomeno del bullismo, in modo che insegnanti e famiglie possano concretamente agire sul bullo, sulla vittima e sugli spettatori, con competenza e cognizione di causa perchè il bullismo, se non affrontato con competenza, rischia di compromettere il normale percorso di crescita di moltissimi giovani. Una volta individuato un caso di bullismo, diventa importante l’atteggiamento dell’adulto di fronte al fenomeno rilevato. Il contesto familiare e la scuola rappresentano quindi il luogo privilegiato per interventi a carattere preventivo e di promozione del benessere.

L’importanza dell’autostima
I “Quaderni” di Telefono Azzurro invitano però a non entrare in un’ottica punitiva nei confronti del bullo o di iperproteggere la vittima, ma di “accompagnare” il bullo verso il cambiamento, disapprovando non la persona ma il comportamento negativo e di valorizzare il dialogo, coinvolgendo bambini e ragazzi nella ricerca di soluzioni adeguate al problema, sensibilizzando i soggetti potenzialmente positivi ma spesso indifferenti e apatici verso le sorti dei compagni più deboli. Per quanto riguarda la vittima, famiglia e scuola devono coordinarsi per sostenerla nello sviluppo personale dell’autostima (in cui sono comprese l’autorealizzazione, l’autocontrollo, la fiducia in se stessi, l’autoregolazione e l’autogratificazione). Occorre proteggere la “vittima” se esiste la possibilità che possa diventare un bersaglio. In tal caso un buon livello di “buona” autostima aumenta un sano concetto di se stessi e fornisce al bambino degli strumenti fondamentali per affrontare le difficoltà tipiche dei processi evolutivi.

In Rete
”Il fenomeno del bullismo, conoscerlo e prevenirlo”
“Cos’è il bullismo”

 

Marina Zenobio

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