

L’Esame di Stato rappresenta uno dei passaggi più significativi nella vita scolastica di ogni studente. Non è soltanto una verifica delle conoscenze acquisite durante gli anni delle superiori, ma anche una prova di maturità personale, autonomia e capacità di gestire emozioni e responsabilità. Per questo motivo è importante che anche i genitori conoscano bene come si svolgerà l’esame di maturità 2026, così da poter accompagnare i figli con serenità e consapevolezza. L’edizione 2026 dell’Esame di Stato segue le disposizioni previste dal Decreto Legislativo 62/2017, aggiornato dalle recenti modifiche legislative introdotte nel 2025. Le prove prenderanno ufficialmente il via giovedì 18 giugno 2026 alle ore 8.30 con la prima prova scritta, comune a tutti gli indirizzi di studio.
Negli ultimi anni la prova orale ha assunto un’importanza crescente. Non si tratta di una semplice interrogazione, ma di una valutazione complessiva della preparazione e della maturità raggiunta. Una delle novità che i genitori devono conoscere riguarda l’avvio del colloquio. Lo studente inizierà infatti con una breve riflessione sul proprio percorso scolastico e personale, valorizzando esperienze, competenze e attività riportate nel Curriculum dello Studente. Questo documento accompagna il candidato e contiene informazioni sulle attività scolastiche, extrascolastiche, linguistiche, sportive e culturali svolte durante gli anni di studio. Successivamente la commissione proporrà domande e approfondimenti sulle quattro discipline individuate dal Ministero. Lo scopo non sarà soltanto verificare le conoscenze, ma valutare la capacità di collegare argomenti diversi, ragionare in modo critico e costruire percorsi interdisciplinari.
I Percorsi per le Competenze Trasversali e per l’Orientamento – PCTO – conosciuti in passato come alternanza scuola-lavoro. Gli studenti potranno presentare una relazione, un progetto o un elaborato multimediale che racconti l’esperienza svolta. Un ulteriore elemento riguarda l’educazione civica. Le competenze maturate in questo ambito saranno considerate parte integrante della valutazione finale. Per gli studenti che abbiano ottenuto un voto di comportamento pari a sei decimi sarà inoltre prevista la discussione di un elaborato specifico dedicato alla cittadinanza attiva e solidale.
Le commissioni saranno composte da un presidente esterno, due commissari esterni e quattro commissari interni, due per ciascuna delle classi abbinate. Questa composizione mira a garantire equilibrio tra la conoscenza diretta del percorso dello studente e l’imparzialità della valutazione. Per superare l’esame è necessario ottenere almeno 60 punti su 100. Il punteggio finale deriva dalla somma del credito scolastico accumulato durante il triennio e dei risultati ottenuti nelle prove d’esame. Gli studenti particolarmente meritevoli possono raggiungere il massimo dei voti, 100/100, e in alcuni casi ottenere anche la lode.
Sicuramente non quello di trasformarsi in insegnanti o controllori. In questa fase i ragazzi hanno bisogno soprattutto di sostegno emotivo. L’ansia da prestazione è normale e, in molti casi, rappresenta la vera difficoltà da affrontare. I genitori possono aiutare favorendo un clima familiare sereno, rispettando i tempi di studio, incoraggiando pause adeguate, una corretta alimentazione e un sonno regolare. È importante evitare paragoni con fratelli, amici o esperienze personali del passato. La maturità non misura il valore di una persona, ma rappresenta una tappa di crescita. Accompagnare i figli con fiducia, ascolto e disponibilità significa aiutarli ad affrontare non solo un esame scolastico, ma uno dei primi importanti passaggi verso l’età adulta.
Fabio Massimo Cocaina