Maturandi ignoranti, è solo colpa della Dad?

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Maturandi ignoranti, è solo colpa della Dad?

maturità e dad

I ragazzi sono finalmente in vacanza: gli esami di terza media sono finiti da un pezzo così come la maturità, ma in termini di competenze e preparazione si lasciano dietro un panorama desolante. Dalle prove Invalsi è emerso che il livello nelle principali materie: italiano, matematica e inglese, è davvero troppo scarso.

Una preparazione culturale davvero scarsa

Il quadro peggiore si riscontra alla scuola secondaria superiore: due maturandi su cinque hanno competenze pari a quelle di un ragazzo di prima o al massimo di seconda media superiore. Al Sud e nelle Isole le competenze sono ancora peggiori, sono insufficienti addirittura sei studenti su dieci. Anche molte zone del Nord mostrano un risultato negativo, ad esempio il Veneto in particolare è passato dal 23% al 33% di insufficienti e così il Centro che è passato dal 34% di due anni fa al 43%. Stando ai calcoli dell’Invalsi otto regioni sono sotto la media nazionale del 2019: Lazio, Abruzzo, Campania, Puglia, Basilicata, Calabria, Sicilia e Sardegna. Anche la percentuale di studenti competenti è diminuita dopo i quasi due anni di Didattica a Distanza – DAD. Percentuali ugualmente sconfortanti sono in inglese, la lingua che permette la comunicazione con tutto il mondo: oltre la metà dei ragazzi delle superiori non riesce a interpretare un testo mediamente complesso. In matematica, più della metà gli studenti italiani è indietro di almeno tre anni rispetto a quello che ci si aspetterebbe per un livello di preparazione di quinta superiore.

Davvero e solo colpa della DAD?

Sembra che la colpa di questa preparazione sia la sospensione delle lezioni dal vivo. In Puglia, per esempio, le scuole dalle medie in su sono rimaste chiuse per molti mesi all’anno e non è stata fornita un’adeguata alternativa. La DAD, infatti, dove è stata ben organizzata, soprattutto al Nord, ha permesso di restare al passo con i programmi didattici. Ben sappiamo però che per funzionare la didattica a distanza deve disporre di strumenti, più che validi: un computer, una connessione valida, un ambiente abbastanza tranquillo a disposizione dell’alunno ed eventualmente genitori o nonni in grado di dare una mano soprattutto ai ragazzini più piccoli. Anche sotto questo aspetto, purtroppo, il nostro si dimostra un paese a due velocità. Dove la tecnologia è più diffusa e lo stile di vita è più elevato l’apprendimento si è dimostrato migliore, mentre altrove i bambini e i ragazzi sono stati, in sostanza, lasciati a sé stessi. Del resto, sono stati gli stessi alunni ad ammetterlo: lontano dalla classe, senza poter vedere gli amici, senza il contatto e anche il controllo diretto degli insegnanti, la tentazione a distrarsi, a fingere di esserci e non ascoltare è forte.

La scuola deve poter offrire spunti positivi

Sicuramente la didattica a distanza ha molti limiti, ma in un periodo in cui non c’erano alternative era l’unica soluzione possibile. Cerchiamo di capire, piuttosto, se ci sono altri fattori sui quali intervenire per cercare di riportare i ragazzi a una quotidianità che insegni loro anche più attenzione allo studio. La prima raccomandazione è la vaccinazione così da consentire un buon rientro in classe, con personale e ragazzi immunizzati. In sostanza devono essere evitati focolai che obbligheranno a chiudere nuovamente la didattica dal vivo. Inoltre, in famiglia cerchiamo di proporre stimoli diversi così da aiutare ad aprire la mente alla cultura, alla curiosità del bello che ci circonda, senza lasciare che i ragazzi trascorrano ore sullo smartphone a nutrirsi dei contenuti vuoti proposti dai social. È difficile per i ragazzi apprezzare il piacere di leggere un libro, di vedere una mostra o un monumento se abituati alle immagini e ai video mordi e fuggi. Non arrendiamoci: il buon esempio serve sempre e regalare un libro, proporre una gita che non preveda solo un pic-nic ma anche la visita a una chiesa, a un museo, possono essere modi semplici per colmare il vuoto culturale che evidentemente tocca da vicino le nuove generazioni.

E’ proprio in questa ottica che rinnoviamo l’invito a partecipare alla raccolta firma da proporre al Ministro dell’Istruzione Insegniamo ai ragazzini la conoscenza del codice binario affinché venga inserito come insegnamento supplementare  alla matematica l’importanza del linguaggio del Codice Binario.

Giorgia Andretti


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