

Bambini, insegnanti e genitori: se la triade funziona a dovere, l’anno scolastico darà i suoi frutti migliori. Quindi è importante partire con il piede giusto, soprattutto, tra genitori e insegnanti è necessario consolidare il rapporto con equilibrio e serenità affinché i bambini abbiano un ambiente valido per impegnarsi nello studio e nelle nuove amicizie.
Sembra scontata l’affermazione, ma non siamo più a qualche decennio fa, quando l’insegnante era rispettato sempre e comunque, anche quando si verificavano situazioni e comportamenti obiettivamente inaccettabili. Con il tempo il ruolo dell’insegnante è profondamente cambiato. Da qualche anno si sta verificando la situazione opposta, ovvero, una certa confusione tra i ruoli degli insegnanti e quello dei genitori, entrambe figure di riferimento ma ben distinte nella crescita dei bambini. Mamma e papà, sempre presenti dalla nascita in poi, devono elargire amore, soddisfare le esigenze primarie ed educare i propri figli. I docenti hanno il ruolo di preparare i bambini, per un periodo limitato, al percorso di apprendimento, insegnando dapprima le basi delle varie materie e l’organizzazione dei compiti e dello studio. Nelle fasi successive, aiuteranno ad approfondire l’amore per alcune materie e nell’insegnare le regole del comportamento nella piccola società rappresentata dalla classe. È essenziale che i genitori comprendano questa differenza di ruoli, rispettando le decisioni che gli insegnanti possono talvolta prendere nei confronti dei figli.
Troppo spesso capita che le mamme e i papà non si trovino d’accordo con le decisioni prese dai docenti, sia per quanto riguarda il tipo di insegnamento e il programma, sia per eventuali penalità per comportamenti e compiti errati. Infatti, se il proprio figlio prende una nota oppure gli viene assegnato un compito in più, non sono pochi i genitori che vanno a protestare proprio dalla maestra o addirittura dal dirigente scolastico. Questo comportamento, di strenua difesa nei confronti dei bambini, è alla base di una sostanziale perdita di fiducia nella figura dell’insegnante da parte dei ragazzi, tendendo così a un minor rispetto, arrivando addirittura a denigrare il suo ruolo. È invece essenziale, qualsiasi sia l’opinione di mamma e papà nei confronti degli insegnanti, che davanti ai bambini trapeli sempre un atteggiamento di totale condivisione. In questo modo i più piccoli inizieranno a rispettare le maestre della scuola elementare, quindi i docenti della secondaria di primo e secondo grado e, successivamente, le figure dei loro superiori all’università, sul lavoro e nella società in generale. Impareranno a rispettare le regole, le norme e i ruoli e tutto questo contribuirà alla loro crescita equilibrata. Se, quindi, il papà e la mamma non si trovano a condividere alcuni aspetti dell’atteggiamento di un insegnante, è bene che richiedano un colloquio con la stessa. Un confronto sincero, senza coinvolgere i figli, è sempre costruttivo e spesso aiuta a chiarire aspetti senza la mediazione, non sempre corretta, da parte dei bambini quando riferiscono a casa le vicende della scuola.
Lina Rossi
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