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8 giugno, ultimo giorno di scuola

ultimo giorno di scuola
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Mercoledì 8 giugno la scuola si conclude in tutta Italia: i bambini hanno davanti un mese e mezzo prima che anche i genitori possano godere di un po’ di meritato riposo e andare quindi in vacanza tutti insieme. Un mese e mezzo con i bambini a casa, però, comporta un’organizzazione non da poco, perché i piccoli devono essere seguiti, nutriti in modo adeguato e devono impiegare il loro tempo in modo sicuro e divertente.

Cosa fare con i più piccoli

I bambini più piccoli sono quelli per i quali anche in città ci sono maggiori servizi. I nidi e le scuole per l’infanzia infatti proseguono la loro attività di accoglienza fino al 30 giugno. Alcuni istituti sono aperti anche nel mese di luglio: è bene informarsi per sapere quale centro per piccolissimi vicino alla propria abitazione è aperto ed è anche consigliabile organizzarsi con le famiglie dei piccoli che i nostri figli conoscono già. In questo modo, anche se i bimbi si troveranno in un ambiente insolito, con educatrici sconosciute, si sentiranno più sicuri ad avere accanto qualche amichetto. Se invece si decide di tenere il bambino a casa, anche in questo caso la parola d’ordine è organizzazione e sicurezza.

Nel caso in cui entrambi i genitori lavorino

Se entrambi i genitori lavorano, le alternative sono due: o i nonni o una tata. Assicuriamoci che i nonni se la sentano, non diamo il loro aiuto per scontato soprattutto se non sono più giovanissimi, senza dimenticare che il caldo non fa bene agli anziani. La tata deve essere super referenziata, quindi è opportuno affidarsi a un’agenzia e dedicare alla scelta tutto il tempo opportuno. La sera, prepariamo qualcosa per il pranzo, in modo che chi si occuperà del piccolo debba solo riscaldare. Sarebbe importante per il bambino non restare tutto il giorno in casa a giocare da solo o, peggio, seduto davanti alla tv. Organizziamo la giornata invitando a casa un amichetto o due per la merenda, facciamoli incontrare ai giardinetti nelle ore più fresche. Se il lavoro lo consente, un genitore o due possono prendere mezza giornata di ferie e portare un gruppetto di bimbi in piscina, sempre con l’aiuto della tata per farli giocare e sguazzare in acqua senza mai perderli di vista.

Per i più grandicelli i nonni se disponibili

 In questo periodo, chi ha la fortuna di avere nonni attivi e disponibili con casa al mare, al lago o in montagna è sicuro di lasciare i piccoli in mani affettuose, in un ambiente divertente e nell’aria pulita. È bene però essere sicuri che i nonni siano realmente pronti ad accogliere e gestire 24 ore al giorno i bambini: i piccoli di 6-7 anni sono vivacissimi, sempre in movimento. I ragazzini di 12-13 anni iniziano a richiedere indipendenza, a domandare qualche uscita serale e questo implica un carico di responsabilità non da poco. Il nostro consiglio è parlare con loro con franchezza e cercare di alleviare le loro fatiche, per esempio offrendo un aiuto domestico o trovando uno studente o studentessa in loco che dia un’occhiata ai ragazzini, come un fratello o sorella maggiore. Altra alternativa potrebbe essere genitori che si accordano per ospitare un amichetto a turno così da alleviare le fatiche e risparmiando, ovviamente è bene insegnare il rispetto dell’educazione.

I centri estivi per chi resta in città

Se invece si resta in città, una buona soluzione sono i campi estivi e l’oratorio estivo. Dopo le due stagioni di pandemia, quest’anno i ragazzini saranno finalmente più liberi e, indipendentemente dalla propria fede religiosa, gli oratori accolgono tutti, dalle 8 del mattino fino a pomeriggio inoltrato, offrendo per una somma contenuta: giochi, divertimento, giornate in piscina, pasto di mezzogiorno. Più costosi sono i campi monotematici che ormai si trovano un po’ ovunque: nei centri sportivi, nelle fattorie didattiche, nelle scuole di musica o di lingue. Il ragazzino vi trascorre tutto il giorno dedicandosi alla sua attività preferita, approfondendo la conoscenza degli animali, di una lingua straniera, dello strumento e molto altro. Dalle medie in poi, se il ragazzino si sente pronto, lo si può iscrivere a una settimana di vacanza nella natura, per esempio ai campi estivi del WWF, di Legambiente o di qualche associazione sportiva.

Lina Rossi

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