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Socializzare ai tempi del Coronavirus

In tempi normali all’inizio della scuola non c’erano problemi: se i piccoli non si conoscevano, era sufficiente una bella festa per favorire la nascita di nuove amicizie. Oggi è necessario, nel rispetto delle distanze, mettere in atto strategie diverse, ma è comunque possibile aiutare i bambini.


Conoscenze virtuali

Le scuole hanno già fornito alle famiglie  la composizione delle classi, quindi i nominativi dei futuri compagni di classe sono noti. Una volta era sufficiente chiedere l’amicizia su Instagram o Facebook, organizzare una bella festa in giardino, sul terrazzo, una serata in pizzeria e il gioco era fatto: i ragazzini vincevano il naturale riserbo, incontravano qualche amico già visto alla materna, stringevano nuove alleanze e la timidezza sfumava in un battito d’ali. Forse queste situazioni si presenteranno ancora in futuro, quando il Covid-19 sarà scomparso, ma al momento è necessario evitare gli assembramenti troppo numerosi. Quello che si può fare, invece, è accordarsi con gli altri genitori e permettere ai bambini di vedersi attraverso una videochiamata. Il telefono deve essere sempre gestito dai genitori, per ragioni di sicurezza. Rispettando le distanze di sicurezza, ci si può incontrare in piccoli gruppi al parco: tre o quattro bambini per volta con mascherina e sempre con le mani ben pulite possono giocare e conoscersi all’aperto.


Il tragitto fino a scuola

Un altro modo per stimolare la fiducia del bambino verso la scuola è fare qualche passeggiata nelle vicinanze del nuovo istituto, per riprodurre quello che a breve avverrà ogni giorno. Con il piccolo si esce di casa, si percorre il tragitto approfittando per mostrargli come attraversare con attenzione la strada, anche se è accompagnato. Gli si fanno notare i palazzi, gli alberi, i negozi in modo che il percorso diventi sempre più famigliare. Una volta arrivati all’edificio, si osservano le finestre, dicendo: ecco la tua classe potrebbe essere una di quelle. Gli si spiega che, all’uscita, si deve attendere fino a quando non si vede la persona che andrà a prenderlo: un genitore, un nonno o la baby sitter e che non si deve dare ascolto a nessun altro. Gli si spiega l’importanza di non spingere e di rispettare le regole dette dall’insegnante. E… non dimentichiamo di fermare nel tempo il primo giorno di scuola: facciamo una foto ricordo da tenere per sempre affissa sulla parete della sua stanzetta.

Il mondo della classe

Per far capire al bambino come ci si comporta in classe, si può organizzare una specie di gioco: il piccolo si siede su una sedia e su altrettante sedie si pongono a sedere dei pupazzi. La mamma è la maestra che, davanti a tutti, illustra la lezione. Così si spiega al bambino che si deve alzare la mano per rispondere a una domanda, oppure se si desidera che la maestra ripeta perché non ha capito qualcosa. Quindi si immagina l’ora dell’intervallo, il momento della mensa, come chiedere all’insegnante se si deve andare in bagno e così via. Il bambino arriverà in classe con più fiducia e meno incognite sul nuovo mondo che sta per affrontare.

Giorgia Andretti

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