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Smartphone e tablet, mai prima dei 2 anni

Smartphone

I genitori concedono ai figli smartphone e tablet in età troppo precoce per tenerli buoni. Secondo i pediatri della Sip è un grande errore, può causare problemi cognitivi

Il piccolo, un anno e mezzo, piagnucola innervosito in viaggio o in attesa dal pediatra. Oppure fa i capricci sul passeggino mentre si è al supermercato e la mamma, per tenerlo buono, gli mette in mano il proprio smartphone, nella speranza che le immagini e i suoni lo facciano stare tranquillo. È un comportamento piuttosto diffuso e assolutamente sbagliato, cale decisamente la pena leggere il nostro articolo di ieri sul Quoziente Intellettivo. L’uso troppo precoce di dispositivi tecnologici è sconsigliato per i bambini, possono andare incontro a problemi cognitivi dello sviluppo.

 

Smartphone il più tardi possibile

Sono i pediatri della Sip – Società italiana di Pediatria, a sconsigliare l’uso di smartphone, tablet e in generale di dispositivi tecnologici almeno prima dei 24 mesi di età: meglio ancora se vengono proposti più avanti. È la prima volta che nelle linee guida dei pediatri si affronta questo tema, che è evidentemente caldo proprio per il diffondersi di cattive abitudini nell’uso delle nuove tecnologie. Perché il problema è proprio questo: computer, smartphone e gli altri dispositivi sono importanti per la formazione, lo studio e la comunicazione e i pediatri non intendono assolutamente demonizzare il loro uso, sono però strumenti che vanno usati con buon senso, a partire dall’età giusta. Tutti i device tecnologici non possono essere ridotti alla stregua di passatempi, sostituendo il gioco all’aria aperta, la lettura, la semplice osservazione del paesaggio circostante. Se un bambino, alla prima richiesta, riceve in mano lo smartphone, ne sarà attratto e inevitabilmente farà i capricci se i genitori lo negano: si innesca così un circolo vizioso difficile da controllare. Abituato ad avere sempre lo smartphone in mano, il bambino perde le salutari care e vecchie abitudini come sfogliare un libretto adatto alla sua età, giocare, osservare, interagire con i genitori per quanto il suo linguaggio ancora immaturo permetta.

 

Cosa dice il documento dei pediatri

Secondo le indicazioni ufficiali dei pediatri, sull’Italian Journal of Pediatrics e presentate a Roma in occasione del 74mo Congresso Italiano di Pediatria, in alcune occasioni gli smartphone sono vietati e non vanno usati

  • prima dei due anni di età
  • durante i pasti
  • prima di andare a dormire

L’uso deve essere limitato a un’ora al giorno nei bambini tra i 2 e i 5 anni e al massimo due ore al giorno per quelli tra i 5 e gli 8 anni. In Italia 8 bambini su 10 tra i 3 e i 5 anni sanno usare il cellulare dei genitori. E mamma e papà sono troppo spesso permissivi: il 30% dei genitori usa lo smartphone per distrarli o calmarli già durante il primo anno di vita, il 70% al secondo anno. Il documento avverte anche sul rischio che i bambini, da soli, possano accedere a programmi con contenuti violenti. I pediatri che hanno a cuore la salute psicofisica dei bambini non possono trascurare i rischi documentati di un’esposizione precoce e prolungata a smartphone e tablet. Infatti, vi sono numerose evidenze scientifiche sulle interazioni con lo sviluppo neuro-cognitivo, il sonno, la vista, l’udito, le funzioni metaboliche, le relazioni genitori-figli. È quindi importante non avere timore di porre ai bambini dei limiti e trovare dei modi alternativi per intrattenerli e calmarli. I genitori dovrebbero dare il buon esempio, limitando l’utilizzo dei device perché i bambini sono grandi imitatori.

 

Sahalima Giovannini

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