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Primi passi, alla conquista dell’autonomia

Il bambino ha ormai un anno ed ogni giorno acquisisce nuove competenze a livello cognitivo  e  comportamentale. Ora il piccolo è più autonomo  ed è in grado di raggiungere obiettivi prima impossibili. Seppur con le normali differenze tra bambini della stessa età, il piccolo dopo i dodici mesi ha una buona padronanza dell’ambiente circostante e vuole sempre di più dello spazio in cui vive, interagendo con esso ed appropriandosi delle possibilità che la sua casa lo spazio esterno gli offrono.


Niente ansia, sì alla sicurezza

In questa fase è bene seguire le prove del piccolo senza ansia ed apprensione, senza cedere alla tentazione di proteggerlo, di spingerlo, di aiutarlo oltre misura. Quando un bambino mostra di volersi staccare dalla mano di un adulto, mamma e papà non devono far altro che assecondare il suo desiderio. Offrendo pazienza e disponibilità, per fare insieme una, dieci, venti volte la stessa piccola passeggiata dal divano al tavolino e viceversa. Acquistata sicurezza il piccolo sarà pronto per la conquista di una maggiore autonomia. Lo si può aiutare coinvolgendolo in giochi semplici ma efficaci, come metterlo supino con piedi e mani in aria, lasciando che tocchi dei tubi in plastica morbida, che li batta sui piedini o provi ad afferrarli.

Il gioco per apprendere

Il gioco rappresenta del resto la principale esperienza di conoscenza per un bambino. Basta davvero poco perché si trasformi in uno stimolo utile. Si può creare un percorso di avventura sistemando vicino al tappetone una sedia, non troppo alta, sulla quale poggiare giochi ed oggetti di uso comune capaci di conquistare la sua curiosità: cubi con cui costruire una torre, pentoline e mestoli con cui fare rumore, pupazzi e peluche, chiavi raccolte in un mazzo che tintinnano, piccoli libri pieni di figure da sfogliare… Una volta raggiunta una buona capacità motoria ci si può sistemare davanti al bimbo a poca distanza da un mobile o da un divano, mettetelo in piedi con le spalle appoggiate alla parete, spalancando le braccia. Il desiderio di un abbraccio lo aiuterà a superare il timore di avventurarsi: un passo, due passi, tre passi. Non tutti i tentativi andranno a buon fine e qualche caduta sarà inevitabile. Ma una volta raggiunto il giusto coordinamento niente sarà più come prima: in gioco, per un bambino, c’è la conquista della libertà.

Giorgia Andretti

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