
Una nuova maglia per il personaggio del videogioco, un pacchetto di monete, un abbonamento per ottenere contenuti aggiuntivi. Le richieste dei figli non riguardano più soltanto oggetti da mettere nello zaino o sullo scaffale: una parte dei desideri prende forma sullo schermo. Anche quando ciò che si compra è digitale, però, il denaro speso è reale. Novembre offre l’occasione per parlarne: dal primo al 30 si svolge il Mese dell’educazione finanziaria 2026, dedicato al tema Educazione finanziaria: oggi per il tuo domani. Inoltre, il 29 ottobre è stata pubblicata la notizia del protocollo triennale tra Ministero dell’Istruzione e del Merito e Consob per promuovere queste competenze nelle scuole, anche in ambiente digitale.
Se la famiglia sceglie di dare una paghetta, può utilizzarla per esercitarsi a gestire una somma limitata. Non serve stabilire cifre uguali per tutti: contano l’età, le possibilità economiche e le spese che si decide di affidare al figlio. Possiamo concordare un importo, una scadenza e quali acquisti siano compresi. Per esempio: Questa somma serve per i tuoi piccoli desideri; il materiale necessario per la scuola lo compriamo noi. Se il denaro finisce subito, prima di aggiungerne altro ricostruiamo insieme le scelte fatte. Per le spese non essenziali, attendere la scadenza successiva può diventare parte dell’esperienza. Bisogni fondamentali e cure restano responsabilità degli adulti.
Vorrei questo gioco. Invece di rispondere immediatamente, possiamo domandare: Quanto costa? Quanto hai già? Quanto tempo ti servirebbe per mettere da parte la differenza?. Un quaderno o un semplice prospetto aiutano a rendere visibile il percorso. Supponiamo che un oggetto costi 24 euro e che il ragazzo decida di risparmiare 4 euro alla settimana: serviranno sei settimane. Nel frattempo potrebbe confermare il desiderio oppure cambiare idea. Pianificazione, pagamenti e risparmio sono anche tra i temi dei materiali didattici gratuiti della Banca d’Italia Tutti per un’economia per tutti!, disponibili per diversi livelli scolastici.
Nei videogiochi alcuni contenuti vengono acquistati attraverso valute interne comprate con euro. Questo passaggio può rendere meno immediato capire quanto si stia spendendo. La Commissione europea e la rete delle autorità per la tutela dei consumatori hanno richiamato la necessità di prezzi trasparenti e di particolare attenzione alla vulnerabilità dei bambini. Prima di autorizzare un acquisto, traduciamolo in denaro reale. Se un pacchetto da 1.000 monete costa 10 euro, un oggetto da 600 monete corrisponde a 6 euro; per ottenerlo, però, potrebbe essere necessario comprare l’intero pacchetto da 10 euro. Sono due informazioni da considerare insieme. Non tutte le monete dei giochi richiedono un pagamento: alcune si ottengono giocando. Chiediamo al figlio di mostrarci la differenza.
Un acquisto da 2 euro può sembrare trascurabile. Ripetuto cinque volte, diventa una spesa da 10 euro. Possiamo annotare insieme gli acquisti digitali e rivederli a fine settimana, includendo gli eventuali abbonamenti. Prima di pagare, chiediamo: cosa ricevo? È un acquisto singolo o si rinnova? Il contenuto è certo oppure il pacchetto offre una ricompensa casuale? Per le offerte a tempo possiamo proporre una pausa: Ne riparliamo domani. È un modo concreto per valutare il desiderio anche quando sullo schermo compare un conto alla rovescia. Controlliamo le impostazioni della piattaforma: dove disponibili, attiviamo l’approvazione degli acquisti, l’autenticazione per ogni pagamento e i limiti di spesa. Verifichiamo anche chi possa utilizzare i metodi di pagamento salvati. I principi europei sulle valute dei videogiochi richiamano proprio il ruolo dei controlli parentali. Se compare una spesa inattesa, ricostruiamo l’accaduto prima di rimproverare: il bambino aveva capito che stava pagando? Era attivo un rinnovo? L’acquisto richiedeva una conferma adulta?
Fare la spesa, confrontare due prezzi e decidere di rimandare un acquisto sono occasioni per mostrare come si scelga. Possiamo spiegare un limite senza caricare i figli delle preoccupazioni economiche degli adulti: Per questa spesa abbiamo deciso un budget, dobbiamo restare entro quella somma. Anche un acquisto digitale può avere valore per un ragazzo. Ascoltare perché lo desideri permette di discuterne con rispetto, mantenendo il limite concordato. L’obiettivo è aiutarlo a sapere quanto spende, cosa ottiene e a cosa sceglie di rinunciare.
Fabio Massimo Cocaina