

La notte di Natale, si crea un piacevole clima di trepida attesa, di mistero, nel caldo abbraccio della casa. I bambini vanno a nanna con un po’ di ansia ma felici, forse faticheranno a prendere sonno, la trepida attesa li ripagherà di gioia! La meraviglia di tutto questo sta nel fatto che i piccoli non si pongono la domanda di come faccia un solo uomo, con slitta e renne volanti, a percorrere l’intero pianeta con migliaia di doni. Il bello sta proprio più: i bambini ci credono, al di fuori da ogni logica e razionalità.
Babbo Natale, una favola con un fondo educativo
È giusto permettere che i bambini credano a Babbo Natale, così come credono alle favole. È importante per la fantasia, perché la mente dei bambini è tutta da plasmare e alimentare con sogni, progetti, timori e speranze. Sognare, andando al di là di quello che è reale e si può vedere, aiuta lo sviluppo del sistema cognitivo e apre la mente. Inoltre è educativo: trovare i regali sotto l’albero è il premio per essersi impegnati nel raggiungimento di un obiettivo. Al di là delle capacità di ogni bambino, al piccolo deve giungere il concetto che ci si deve impegnare nel limite delle proprie possibilità, per maturare e per crescere. Solo così può arrivare il meritato dono, una sorta di premio morale, più che materiale. Per questo, i regali dovranno anche essere commisurati all’impegno profuso.
Scoprire da soli la verità è la cosa migliore
Verso gli otto-nove anni, anche più in là se ci sono fratelli più piccoli, con cui si deve mantenere il segreto, un bambino inizia a sospettare, a comprendere che quello a cui aveva creduto era in realtà una favola. È preferibile evitare di svelargli che Babbo Natale è una favola: alcuni genitori o addirittura nonni lo fanno, pensando che il bambino sia grande e che è tempo di smettere di credere a certe leggende. Da una ricerca condotta da esperti si è scoperto che i bambini, messi improvvisamente davanti alla verità subiscono una sorta di shock emotivo e nutrono astio nei confronti dell’adulto per averli messi davanti alla verità. Lasciamo che scoprano da soli la verità. Potrebbero essere gli amici più grandi a svelare il segreto, oppure sono i bimbi stessi che, più cresciuti e razionali, si rendono conto che Babbo Natale è una figura che non può esistere davvero, perché non può girare il mondo in una notte. Se ne rendono conto anche studiando a scuola, imparando a differenziare la realtà dalla fantasia. A volte poi scoprono i giocattoli impacchettati nell’armadio dei genitori e ritrovano le stesse carte regalo attorno ai loro giochi, sotto l’albero. È giusto permettere che vada così. La crescita, soprattutto quella psicologica, ha i suoi tempi e il bambino deve maturarla anche dentro di sé, in base alle sue esperienze e al confronto con gli altri.
Sahalima Giovannini