Come ogni anno sollecitiamo i nostri ragazzi esporre i buoni propositi

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Come ogni anno sollecitiamo i nostri ragazzi esporre i buoni propositi

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Quest’anno non passerò più di un’ora al giorno davanti ad un monitor. Leggerò almeno un libro al mese. Cercherò di essere gentile con il compagno di classe poco apprezzato da tutti gli altri. Piccoli obiettivi a simboleggiare nostra rinascita con l’ingresso del nuovo anno. I propositi, purtroppo non si mantengono, ma regalano un obiettivo, danno una motivazione in più per partire con energia rinnovata.

Un percorso che aiuta a crescere
Avere una tappa, un obiettivo da raggiungere aiuta i bambini ad affrontare con grinta e serenità il quotidiano, perché è insito nella psicologia dell’essere umano il bisogno di confrontarsi, è attraverso il confronto che ci si impegna a migliorare. Nel caso dei bambini, tutto questo è ancora più importante, perché i piccoli, attraverso questi obiettivi che si pongono, seguono un percorso di maturazione e di crescita. Raggiungere un obiettivo richiede impegno, quindi sforzi ma una volta che lo hanno raggiunto anche solo in parte, provano una grande sensazione di gratificazione che li spinge a impegnarsi ulteriormente per il futuro. Così, quasi senza che noi stessi ce ne accorgiamo, crescono da tutti i punti di vista.

I propositi per correggere i difetti
Quali devono essere i propositi giusti per i bambini? Scegliamo per loro obiettivi semplici, finalizzati ad indirizzare un tratto del loro carattere o del loro comportamento. Se raccontano qualche bugia, il proposito sarà: mi sforzerò per non raccontare più bugie. Se lascia puntualmente giochi e indumenti in disordine, potrà promettere di rassettare la sua stanza. Se a scuola è un po’ birichino, il proposito sarà: cercare di fare del proprio meglio. Non richiediamo a nostro figlio più di un obiettivo per volta: per un bambino sarà già molto riuscire a impegnarsi per un solo obiettivo da raggiungere. Sediamoci alla scrivania con lui, muniti di cartoncino e matite colorate e creiamo un bel quadretto, decorato come piace a lui, al cui centro troneggi la scritta del suo proposito: sarò più bravo a scuola, metterò in ordine la mia stanza e così via. Infine il quadretto si può appendere di fianco al lettino o alla scrivania, in modo che i bambini lo vedano prima di andare a nanna e quando si svegliano e si sentano quindi motivati a proseguire nel loro impegno.

Premi morali, non veri regali
Nostro figlio deve impegnarsi per raggiungere l’obiettivo non per ottenere qualcosa, ma per la soddisfazione e la gratificazione di esserci riuscito! Non è il caso, quindi, di concedergli un dono se per una settimana è stato ligio all’impegno. Un regalo o un giocattolo farebbe perdere il senso dell’impegno, perché il premio sta proprio nell’avercela fatta: il bambino deve avere ben chiaro questo obiettivo. Sicuramente noi genitori possiamo dimostrargli quanto siamo orgogliosi di lui e rafforzare la sua soddisfazione con un premio simbolico, per esempio un adesivo a forma di stellina o di cuore da appiccicare al quadretto. Quando ne avrà raggiunto un buon numero, sarà una sorta di diploma sul lungo percorso della sua crescita!

Lina Rossi

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