crocchette
Il nostro menù del giorno 7_10_2020
7 Ottobre 2020
Il massaggio del neonato, coccole speciali
7 Ottobre 2020

Capricci nessun bambino ne è immune

Pianti, grida, piedi pestati a terra: il capriccio prima o poi capita in tutte le migliori famiglie, quelle con bambini tranquilli e accomodanti. Il capriccio non dipende né dalla cattiva educazione né da problemi di salute, anche se spesso i piccoli diventano nervosi o propensi al pianto prima della febbre o nel caso imbarazzo di stomaco, ma semplicemente è una loro modalità per affermare la propria personalità in fase di crescita.


Capriccio, è importare capire se c’è una motivazione

Quando un bambino si impunta per ottenere un giocattolo o perché non vuole rientrare a casa è essenziale, prima di tutto, capire quale ruolo stia giocando la stanchezza nella reazione eccessiva. Un bambino stanco dopo una giornata al nido, cui tocca accompagnarci nel giro di spese, può trovare nel pianto uno sfogo a un indefinito malessere. In questo caso è giusto essere indulgenti, senza per questo concedere al bambino l’oggetto del suo desiderio: in caso contrario, capirà che i pianti e le scenate sono utili per raggiungere il suo obiettivo. È invece preferibile trattarlo con dolce fermezza, portandolo a casa o distogliendo la sua attenzione con coccole e qualche racconto.


La fermezza è necessaria nei capricci fine a sé stessi

Altro tipo di atteggiamento si deve avere davanti a pianti, urla e piedini pestati per terra, sono parte di un classico capriccio fine a sé stesso. Se le sceneggiate avvengono per esempio in coda al supermercato per ottenere le caramelle o davanti alla cartoleria per la macchinina, è essenziale prendere una giusta posizione. La fermezza di sicuro farebbe comprendere al bambino che non otterrà nulla con il suo comportamento poco appropriato. L’arrendevolezza, al contrario, lo porrebbe invece in una posizione di vantaggio, non adatto all’educazione di un bambino oggi futuro adulto di domani. L’atteggiamento più corretto è spiegare il perché del no, usando un tono tranquillizzante. Questa risposta è efficace soprattutto quando il bambino cerca di mettere alla prova i genitori, vuole comprendere fino a che punto si può spingere per ottenere ciò che desidera. Il pianto è soltanto una strategia manipolativa utilizzata per ottenere ciò che desidera.


Arrendersi al capriccio è diseducativo

La consapevolezza che il bambino sfida gli adulti è irritante e perdere la pazienza è facile, ma evitiamo di alzare la voce per far cessare il capriccio, sarebbe davvero poco educativo. Tratteniamoci dall’impulso di cedere alla sua richiesta di un uovo gioco solo per farlo stare buono. In questo modo nostro figlio imparerà la strada del baratto: un comportamento scorretto in cambio dell’oggetto desiderato. Evitiamo, se possibile, le frasi falsamente educative, tendenti a minare la sua autostima del tipo: – se ti comporti così non ti voglio più bene oppure, sei proprio un bambino cattivo. Utilizziamo frasi semplici e mirate del tipo: – non mi piace il tuo comportamento, adesso torniamo a casa. In questo caso è importante essere irremovibili, senza lasciarci commuovere né dai pianti né dalle suppliche.

Giorgia Andretti

Registrati o Accedi

Comments are closed.