I buoni propositi per il nuovo anno: facciamoli insieme ai nostri bambini

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I buoni propositi per il nuovo anno: facciamoli insieme ai nostri bambini

Ed eccoci di nuovo ad inizio gennaio, siamo nel pieno dell’inverno, è vero, ma le giornate poco per volta torneranno ad allungarsi. Ancora pochi giorni e ci sarà anche l’Epifania, che tutte le feste si porta via e noi saremo pronti a riprendere la consueta quotidianità, tra scuola, lavoro e routine di tutti i giorni. In tutto questo c’è un fondo di tristezza e di malinconia, un addio all’anno che ci siamo lasciati alle spalle e un senso di trepidazione per quello che ci aspetta. È in questo clima, tra il vecchio e il nuovo, tra rassicurante quotidianità e l’aspettativa futura, che si collocano loro: i buoni propositi. Semplici promesse che facciamo a noi stessi per migliorare il nostro modo di essere, per smussare tratti del carattere che non ci sono mai piaciuti, per essere più risoluti, meno pigri, più ricchi di iniziativa o più aperti verso chi ha bisogno di noi.

Piccole tappe che aiutano a crescere
I buoni propositi aiutano sicuramente a crescere e maturare: per questo motivo anche i nostri bambini, fin da piccoli, dovrebbero iniziare a prefissarseli. Si tratta infatti di semplici tappe da perseguire, per raggiungere le quali ci si deve impegnare e, quando si raggiunge l’obiettivo, si prova una sorta di soddisfazione che non richiede nemmeno un premio, ma il semplice piacere di avercela fatta. Per i bambini, sono anche estremamente educativi, perché aiutano a vincere debolezze o tratti poco piacevoli del carattere, quindi anche a crescere senza il timore di una sgridata o di una punizione. Possiamo insegnare ai bambini a fare buoni propositi, fin da quando hanno almeno quattro o cinque anni. Prima sono davvero troppo piccoli per concepire un periodo di tempo molto prolungato davanti a sé. All’epoca della scuola materna, invece, si può insegnare loro che adesso si è nell’anno nuovo, loro sono più grandi ed è quindi giusto che si impegnino un pochino ad abbandonare atteggiamenti non del tutto positivi.

Cosa sono i buoni propositi dei bambini
Ai piccoli non si devono, ovviamente imporre obiettivi troppo complessi, ma qualcosa che sia davvero alla portata delle loro capacità, qualcosa di semplice, pratico e che siano in grado di quantificare. È difficile, per esempio, pretendere che si impegnino di più a scuola: è un concetto troppo astratto. Meglio tradurlo con – obbedirò a quello che mi dice l’insegnante. Anche suggerire i sentimenti può essere controproducente per un bambino: non si può pretendere che – sia amico di tutti, meglio piuttosto che cerchi di sorridere anche a quelli che non sono tanti simpatici. E così via. I buoni propositi possono anche essere un escamotage per correggere piccoli errori di comportamento alimentare, nel caso in cui un bambino sia un po’ sovrappeso. La promessa di ridurre il cioccolato o le patatine è senz’altro un modo per prendersi cura della propria salute.

Piccoli premi se si raggiunge l’obiettivo
I buoni propositi sono una faccenda seria: è importante che il piccolo capisca che si tratta di un piccolo impegno morale che si deve imparare a mantenere. Divertiamoci quindi a metterlo per iscritto con lui, magari su un bel cartoncino colorato, decorato come piace a lui e appeso sopra il suo lettino. In questo modo ogni sera, prima di addormentarsi, il bimbo rifletterà sul fatto di essersi impegnato o meno. Quando poi ci sembrerà che il proposito sia almeno in parte raggiunto, ci vuole un piccolo premio. Ma non il solito giocattolo, videogioco o tradizionale che sia. Il premio deve avere soprattutto in significato simbolico, perché è la vittoria stessa a costituire una gratificazione. Sì quindi a una medaglia di cartoncino colorato da costruire e ritagliare insieme, oppure a un adesivo a forma di stella o cuore da applicare sul quadretto del proposito. Oppure, ancora, un pomeriggio in libertà al parco. Semplici simboli per dirgli che è stato bravo, di continuare così… in attesa del proposito del prossimo anno.

Lina Rossi

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