
Crescono le ricerche sugli effetti di questo antico alimento: antiossidante, antidepressivo, antinfiammatorio. Ma per la sua
componente grassa evitiamo il consumo sotto i tre anni.
Le prime rivelazioni sulle proprietà del cioccolato arrivano direttamente dai rilievi
archeologici messicani: i Maya conoscevano già le proprietà benefiche dei semi del cioccolato, da loro indicato come “acqua amara”. Già a quel tempo la
bevanda veniva definita come il cibo della salute. Il cioccolato è arrivato in Europa portato da Cortes e dal 1600 è entrato a far parte della nostra
alimentazione all’inizio soltanto come bevanda ed in seguito, elaborato con un impasto di zucchero e polvere di cacao per ottenerne dei cioccolatini. I
nutrizionisti hanno iniziato ad occuparsi delle proprietà del cioccolato quando, per caso, il potere anti infiammatorio ha dato prova della sua
caratteristica. E non solo, mentre fino a qualche anno fa si credeva il cioccolato responsabile dell’acne, questa “verità” è stata totalmente ritrattata
segnalando, al contrario, tutti i benefici che possono derivare dal consumo di cioccolato.
Una piacevole sorpresa
Niente più senso di colpa per gli accaniti consumatori di cioccolato! Sono state moltissime le ricerche effettuate sull’alimento e la sorpresa più
grande è stata quella di vedere non solo il cioccolato come “il cibo degli dei” per la sua bontà ma come alimento dalle nove risorse per la salute .
Vediamo insieme tutte le proprietà benefiche.
dei Polifenoli. Gli antiossidanti sono utili nella prevenzione del danno cellulare oltre ad avere una funzione di prevenzione nelle malattie tumorali e
degenerative.
almeno del 40% riesce a ridurre il livello di colesterolo cattivo (LDL).
che l’uso quotidiano di cioccolato puro, il livello della proteina C reattiva, marker dell’infiammazione, si abbassa;
uno studio pubblicato sul Journal of the American Medical Association ha mostrato che l’ingestione quotidiana del cioccolato ha come effetto quello di
abbassare la pressione sanguigna.
Altro neuromodulatore stimolato dal cioccolato è la Dopamina, entrambi sono attivi sul tono dell’umore, è inoltre contenuta la Feniletilamina conosciuta
anche come “la chimica dell’amore” per l’effetto di piacevolezza che lascia il cioccolato dopo averne mangiato.
ricerca pubblicata sull’American Journal of Clinical Nutrition, ha mostrato l’attività antiaggregante in quanto lavora in modo simile all’aspirina, è
ovvio che il cioccolato non può sostituire l’uso dell’aspirina se questa è necessaria ma può essere un valido contributo la sua aggiunta.
il livello dell’ormone dello stress si abbassa sensibilmente.
dalla loro sinergia ne deriva un potere anticariogeno: i tannini inibiscono lo sviluppo dei batteri, il fluoro con il suo potere anticarie ampiamente
riconosciuto a protegge lo smalto ed i fosfati agiscono contro gli acidi formati dal metabolismo degli zuccheri;
mente – Il contenuto di fosforo combatte l’affaticamento mentale e migliora la memorizzazione, la teobromina aiuta la concentrazione e la caffeina
stimola il sistema nervoso.
Il cioccolato non è tutto uguale
Sono tre i più comuni tipi di cioccolato e la
differenza è data dalla quantità in percentuale di cacao contenuto nell’impasto del cioccolato.
anche cioccolato puro, nero o amaro, alla produzione deve contenere almeno il 43% di cacao ed il 26% di burro di cacao. Cento grammi di cioccolato
fondente contengono 502 calorie.
deve contenere alla produzione almeno il 25% di cacao, il 25% di burro di cacao ed il 14% di latte. Cento grammi di cioccolato al latte contengono 543
calorie;
bianco contengono 540 calorie.
L’Unione Europea ha stabilito che può essere definito cioccolato puro soltanto quello con il burro di cacao senza
nessun grasso vegetale aggiunto. Viene definito semplicemente cioccolato, quello la cui concentrazione di grassi vegetali non superi il 5% mentre sono
definiti “surrogati” i prodotti con una quota maggiore del 5% di grassi vegetali.
Il cioccolato non è per tutti
Essendo il cioccolato un alimento con un contenuto elevato di grasso (burro di cacao) è controindicato alle persone che soffrono di insufficienza
epatica ed è anche poco indicato ai bambini al di sotto dei tre anni, il loro fegato non è ancora in grado di metabolizzare in modo ottimale i grassi.
Allo stesso modo, il cioccolato, non è indicato alle persone che soffrono di emicrania, il contenuto di betafeniletilamina stimola il suo sviluppo.
Dott.ssa Rosalba Trabalzini
Psichiatra – Psicoterapeuta- laureata in psicologia clinica