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Pesce, quando iniziare ad offrirlo ai bambini

il pesce nell'alimentazione dei bambini

Il pesce è un alimento importante nella dieta alimentare e dovrebbe essere proposto anche ai bambini almeno due volte alla settimana.  Il pesce è infatti ricco di sostanze nutritive ottimali per lo sviluppo fisico e cognitivo, ma a volte può causare allergie. Per questa ragione non va introdotto troppo presto nello svezzamento è quindi necessario essere particolarmente cauti, eventualmente chiedendo il parere al pediatra, soprattutto, quando in famiglia ci sono casi di allergia a questo alimento.

Quando introdurre il pesce nello svezzamento

Il pesce è adatto ai bambini dal sesto-settimo mese di vita in poi: si può proporre dopo aver seguito i consigli dello svezzamento del pediatra, con un cucchiaino di merluzzo o di sogliola cotti al vapore e frullati finemente. In alternativa, si possono utilizzare i liofilizzati, oppure gli omogeneizzati a base di queste varietà, le più magre e digeribili. Si deve avere molta cautela appunto se in famiglia ci sono casi di allergia alimentare al pesce perché a volte queste predisposizioni si possono ereditare: è bene limitarsi appunto a un solo cucchiaino per vedere se compare reazione allergica di qualche tipo. Se non ci sono problemi e inoltre il bambino mostra di gradire quell’alimento, il pesce può entrare a buon diritto nell’alimentazione del piccolo.

Le qualità del pesce

Dai quindici mesi circa il bambino si abitua progressivamente al sapore del pesce I nutrienti del pesce, proteine nobili di elevata qualità, sono paragonabili a quelle della carne, mentre i grassi sono decisamente contenuti, quindi il pesce è ottimo per combattere il sovrappeso. I grassi, infatti, sono del tipo omega 3, favoriscono lo sviluppo cognitivo e la trasmissione degli impulsi nervosi: sono quindi essenziali fin dai primi anni di vita quando il bambino è sottoposto a numerosi stimoli esterni tra gioco, esplorazione dell’ambiente, nido prima e scuola per l’infanzia poi. Infine, il pesce contiene anche calcio, fluoro e fosforo, elementi importanti per la salute delle ossa, dei denti oltre che nello sviluppo del sistema nervoso.

Quali varietà di pesce scegliere

I pesci più adatti ai bambini sono nasello, merluzzo, sogliola, orata e branzino. Quando è più grandicello possono essere proposti come secondo insieme ai pasti della famiglia, cucinati al vapore, al cartoccio, al forno, in umido accompagnati da verdure. È essenziale rimuovere con cura le lische. Solo più avanti si può provare a far assaggiare al bambino il salmone e le sarde.  Un modo semplice, economico e gradito a tutti per mangiare le sardine è il patè proposto da Zia Vittoria. Queste varietà sono ricche di omega 3, ma hanno anche un sapore più spiccato e quindi non sempre vengono apprezzati. Attenzione invece a specie come pescespada, tonno, marlin: si tratta infatti di pesci di grosse dimensioni, quindi sono vissuti molti mesi in mare hanno assorbito quantità di mercurio importanti, un metallo pesante che può essere tossico. Si possono consumare quando il bambino è più grande, dai cinque-sei anni in su, al massimo una volta al mese.

Lina Rossi


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