Le allergie alimentari posso comparire all’improvviso: ecco cosa fare

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Le allergie alimentari posso comparire all’improvviso: ecco cosa fare

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Estate: tempo di libertà, di campi estivi e delle prime vacanze lontani dai genitori. E lontani, soprattutto, dagli ambienti protetti, in cui ai bambini vengono proposti determinati cibi e bevande considerati sicuri nel caso in cui un ragazzino sia soggetto a un’allergia di tipo alimentare. Le allergie legate agli alimenti sono abbastanza frequenti nei bambini e sono molto spesso provocate dal latte e dai suoi derivati. Con il passare del tempo, però, possono essere provocate anche da frutta secca e crostacei. Si manifestano soprattutto con sintomi cutanei: dermatite, orticaria e prurito che compaiono poco dopo l’ingestione o anche il contatto con il cibo responsabile. A volte possono causare gonfiore delle labbra ed edema del laringe o disturbi dell’apparato gastroenterico come diarrea e dolori addominali. In casi abbastanza rari sono causa di sintomi respiratori con rinite e asma.

Come scoprire se si è allergici a un cibo
Quando un bambino è soggetto ai sintomi che sono stati appena descritti, è facile pensare che sia soggetto a una reazione allergica, anche se prima non ha mai avuto manifestazioni. Per essere certi che ci sia davvero allergia è necessario eseguire alcuni test specifici. Con l’anamnesi lo specialista raccoglie informazioni su come si è verificata la reazione, per interpretare in modo corretto eventuali sintomi. Quindi si esegue il Prick Test: si deposita una goccia di allergene, la sostanza sospettata di causare allergia sulla pelle e si punge con un apposito ago. Se il bambino è allergico, nel giro di 20 minuti la cute appare rilevata, arrossata e si avverte prurito. Inoltre si può eseguire il dosaggio IgE totale: attraverso un esame di laboratorio sul sangue prelevato dalla vena, si valuta il numero degli anticorpi prodotti, in caso di allergia sono aumentati. Il dosaggio delle IgE totali è un esame importante, ma non ha un valore diagnostico assoluto. Le IgE totali possono essere integrate dall’esame sulle IgE specifiche prodotte verso una particolare sostanza, in questo caso il cibo sospettato. Per avere una diagnosi certa è però possibile eseguire un ulteriore accertamento dopo aver effettuato gli esami descritti sopra. Si tratta di eliminare dalla dieta, per qualche settimana, l’alimento sospettato di causare l’allergia. Quando la persona si sente meglio il prodotto viene reintrodotto. Se ricompaiono i sintomi è necessario fare ulteriori accertamenti con l’allergologo.

La prevenzione e i farmaci
L’unica cosa da fare è evitare di assumere l’alimento incriminato. Non basta, però evitare solo il cibo in sé, per esempio, se si è allergici al latte vanno eliminati anche i latticini di tutti i tipi. E’ importante anche controllare le etichette dei prodotti alimentari perché, in certi casi, il cibo potrebbe essere presente in forma occulta in altri alimenti, per esempio nei salumi è presente una certa quantità di latte. Le cure prevedono il ricorso a vari farmaci. Per l’orticaria si prescrivono antistaminici e cortisone orale o per via iniettiva, per la rinite antistaminici. Contro l’asma ci vogliono broncodilatatori e cortisone per via endovenosa. Attenzione all’eczema: va bene il cortisone in pomata, mai antistaminici in pomata perché sono foto sensibilizzanti, ossia rendono la pelle sensibile alla luce del sole nel punto dell’applicazione. Per i disturbi gastrointestinali si assumono antidolorifici, antidiarroici, astringenti a seconda della manifestazione. La cura deve essere consigliata e controllata dallo specialista.

Attenzione allo shock allergico
È la manifestazione più vistosa della reazione allergica e nei bambini gli alimenti sono responsabili del 57% dei casi di shock allergico. Lo shock è provocato da un’eccessiva reazione delle IgE entrate a contatto con la sostanza mal tollerata. I sintomi dello shock allergico o anafilattico sono molto diversi tra di loro.
Ecco i più frequenti:

-Aumento della frequenza respiratoria, difficoltà a respirare, crisi simili a quelle dell’asma;
-Nausea, vomito, dolori addominali;
-Calo della pressione arteriosa, tachicardia;
-Vertigini, ansia, torpore degli arti;
-Pallore, prurito, cianosi degli arti.
-Edema del volto e delle labbra

Se si verifica, è bene cercare di tenere il bambino tranquillo e contattare il 118.

Lina Rossi
Consulenza del dottor Giuseppe Baviera
Specialista in Pediatria e Allergologia a Roma

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