

Sin da neonati, i bambini esprimono alcune preferenze verso certi sapori e avversione per altri: i dolci, per esempio, sono molto graditi, mentre i sapori amari risultano sgraditi. Verso i sei mesi, il bambino ha una grande propensione ad assaggiare cibi diversi, e quindi è bene che i genitori propongano una gran varietà di alimenti. In questo modo, crescendo, diminuirà la tendenza alla neofobia, ovvero l’avversione ad assaggiare cibi nuovi.
Mamme e papà, i bambini ci guardano
Una recente ricerca ha permesso di comprendere meglio la dieta dei bambini e come i genitori siano in grado di influenzare le preferenze alimentari dei figli e di conseguenza anche l’assunzione di energia. Questo è vero soprattutto nella fascia di età che va dallo svezzamento alla fine della materna, verso i 5-6 anni. Infatti, le abitudini alimentari che si sviluppano da piccoli influenzano il comportamento alimentare futuro nella vita. I bambini imparano i comportamenti di chi li circonda e, quando sono molto piccoli, i genitori e talvolta i fratelli rappresentano il principale modello della loro vita è importante, dunque, che gli adulti forniscano il buon esempio. I bambini sono più propensi ad assaggiare degli alimenti poco famigliari se vedono altri mangiarli. Se mamma e papà consumano una buona quantità frutta, verdura e alimenti sani, saranno portati ad imitarli e a consumare anche gli stessi cibi. Inoltre, quando i genitori assaggiano un po’ della pappa dei figli e mostrano segni di apprezzamento, i bambini sono più contenti di mangiare quell’alimento. Pediatri e scienziati raccomandano ai genitori di esercitare il ruolo di modelli in modo attivo e positivo, seguendo alcune semplici regole.
Come abituare bene i bambini
Occorre, per prima cosa, far conoscere ai figli una grande varietà di alimenti sin da piccolissimi. Spesso i bambini rifiutano i cibi perché non li conoscono. Potrebbero servire diversi tentativi prima che i bambini apprezzino un alimento che prima non volevano. Questo dipende da diversi fattori, tra cui l’età dei bambini, la simpatia iniziale e la novità del cibo. Magari alcuni accettano subito il nuovo alimento, mentre per altri sarà necessario riprovare più volte: si consiglia di far assaggiare i nuovi alimenti e riproporli periodicamente, anche 5-10 volte nel corso del tempo. Bisogna fare attenzione alla razione: deve essere adeguata. Uno studio ha dimostrato che se una porzione di carote viene raddoppiata e servita, per esempio, come piatto principale, i bambini consumano in media il 47% in più di carote. Bisogna, quindi, aumentare la porzione di verdura e diminuire la porzione degli alimenti più energetici, comunque poveri di nutrienti. Anche il modo in cui frutta e verdura vengono presentati nel piatto aumenta la probabilità che i bambini le gradiscano. I bambini consumano più frutta se viene presentata sotto forma di barchetta, rispetto a quando viene proposta su un piatto semplice. Naturalmente pianificare i pasti ad orari regolari e consumarli tutti insieme aiuta di certo a stabilire un’atmosfera serena e costruttiva a tavola.
La Redazione