Intolleranza al glutine, disagio sempre più diffuso

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Intolleranza al glutine, disagio sempre più diffuso

intolleranza al glutine

Sono sempre più numerosi i bambini che offrono di intolleranza al glutine, una sostanza costituita da un insieme di proteine, parte integrante di molti cereali. Oggi sono in molti a sapere che il glutine è presente nel grano, ma in molti ignorano la sua presenza anche nell’orzo, nella segale e diverse altre specie appartenenti alla famiglia delle graminacee. Negli individui particolarmente sensibili, il glutine può scatenare una serie di reazioni. Nei casi più gravi, quando un bambino soffre di celiachia vera e propria, ad essere danneggiata è la mucosa intestinale. Nei soggetti intolleranti è presente una maggior sensibilità al glutine. Ma la mucosa intestinale è sana, pur comparendo sintomi alla loro ingestione come ad esempio: dolore addominale e gonfiore. In entrambi i casi: celiachia vera e propria o intolleranza, i malesseri traggono beneficio da un regime alimentare privo di glutine.

Le origini della celiachia

I disturbi veri connessi all’assunzione di glutine con la dieta si verificano quando una persona presenta le mutazioni genetiche Hla Dq2 e Dq8 tipiche della Celiachia. A queste si aggiungono l’attività autoimmune e fattori esterni stressanti, come una malattia virale, nei bambini per esempio sembra essere coinvolta come vettore l’infezione da Rotavirus, un periodo di fatica psico-fisica come il cambio di scuola o un trasferimento. Una componente del glutine, chiamata gliadina, scatena nei soggetti geneticamente predisposti la reazione immunitaria, ovvero l’attivazione dei linfociti intestinali a produrre le citochine, i mediatori chimici diretti contro il glutine stesso. I villi intestinali dalla reazione ne sono danneggiati ponendo di fatto l’organismo a non poter più assorbire in modo ottimale i nutrienti, quindi oltre a gonfiore e dolore addominale il bambino può avere ritardi di crescita per effetto del malassorbimento. Poiché l’organismo del bambino con celiachia non assorbe più le sostanze necessarie, è soggetto a uno sviluppo fisico inferiore rispetto a quello dei coetanei per carenza di proteine, vitamine e sali minerali.

Come fare la diagnosi di celiachia

Prima di tutto è necessaria una accurata diagnosi della malattia celiaca oppure della maggior sensibilità al glutine, così da escludere altre patologie come ad esempio il morbo di Crohn. Attraverso un campione di sangue venoso si ricercano gli anticorpi anti-transglutaminasi di classe IgA, consentendo di identificare fino al 98% i portatori di celiachia. Altro test valido è la ricerca degli anticorpi antiendomisio, consentendo di individuare il 95% delle persone con celiachia. La terapia della malattia celiaca, una volta diagnosticata, si attua esclusivamente con l’eliminazione di alimenti contenenti il glutine. Una volta eliminato il glutine dalla dieta quotidiana, la mucosa intestinale ricostituisce il suo substrato naturale, quindi una progressiva ricrescita dei villi nel giro di alcuni mesi e pieno recupero entro un anno. Nel frattempo è bene parlarne con il pediatra, il quale controllerà i progressi nella crescita e valuterà se proporre ricostituenti o integratori. Mai proporre o assumere sostanze di propria iniziativa.

Il ruolo della dieta nell’intolleranza al glutine

La dieta priva di glutine deve essere seguita per tutta la vita in caso di diagnosi certa di celiachia e per un certo periodo di tempo negli intolleranti.  Per iniziare in modo corretto è opportuno rivolgersi a un esperto e possono essere necessari alcuni giorni per acquisire una certa abilità a riconoscere a occhi gli alimenti innocui. Devono essere eliminati tutti i cibi e gli ingredienti derivati da grano, orzo, farro, kamut, cous cous, bulgur, segale e l’avena, anche se quest’ultima scarsamente tossica per il celiaco. Vanno insomma eliminati pane, cereali, crackers, grissini, pasta, biscotti, torte, brioche, dolci di tutti i tipi e tutte le impanature delle carni e pesci. In alternativa possono essere consumati biscotti, pane, grissini e pasta solo preparati con farina di riso, di mais, di grano saraceno, di amaranto o di teff naturalmente privi di glutine. Solo per ricordare, la quinoa pur avendo tutti e nove gli aminoacidi tipici dei cereali, non è un cereale ma appartiene alla pianta degli spinaci e quindi naturalmente priva di glutine. Questi prodotti sono riconoscibili sui banconi dei negozi e dei supermercati grazie al simbolo della spiga sbarrata. Le persone con celiachia hanno diritto a una esenzione sull’acquisto dei prodotti senza glutine in farmacia. Per una dieta varia ed equilibrata, oltre che gustosa si possono consumare riso, patate, polenta, tutti i tipi di carne e pesce purché non panati, uova, frutta, ortaggi, latte, yogurt e formaggi. Attenzione alla birra prodotta con malto d’orzo, al cioccolato ai cereali ed alla frutta candita.

Lina Rossi


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