I bambini grassottelli corrono maggiori rischi di ammalarsi da adulti

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I bambini grassottelli corrono maggiori rischi di ammalarsi da adulti

I chili di troppo, l’obesità. Eccola qui, la principale causa di malattie considerate vere e proprie emergenze dei nostri tempi. Secondo la denuncia della Società Italiana di Endocrinologia – SIE nel corso dell’ultimo convegno che ha avuto luogo poco tempo fa a Padova, il 14% di tutte le morti per tumore nell’uomo e il 20% nelle donne sono attribuibili a soprappeso e obesità.

Bimbi grassi, futuri malati
Secondo il dottor Dario Giugliano, ordinario di Endocrinologia e Malattie del metabolismo della Seconda università di Napoli, i recenti dati epidemiologici, tutti italiani, indicano un’associazione tra la presenza di sindrome metabolica e aumento del rischio di tumore del colon-retto in entrambi i sessi, alla mammella dopo la menopausa, al fegato nell’uomo. L’indagine ha offerto per la prima volta una revisione sistematica dei dati provenienti dalla letteratura. La sindrome metabolica – SM, è una situazione clinica ad alto rischio cardiovascolare e comprende una nota serie di fattori che si manifestano contemporaneamente: aumento della circonferenza addominale, ipertensione arteriosa, eccesso di glucosio nel sangue, aumento dei trigliceridi ed eccesso di colesterolo cattivo nel sangue. Il problema, secondo gli esperti, è che nella maggior parte dei casi questi disturbi hanno un’origine antica, in quanto i chili di troppo risalgono addirittura agli anni dell’infanzia. E, poiché i bambini sovrappeso od obesi sono in aumento, anche i malati di cuore, tumore e diabete sono destinati ad aumentare in futuro. Nel nostro paese l’obesità infantile riguarda oltre 500mila bambini, pari a circa il 14% della popolazione infantile; inoltre circa il 23% dei bambini di età compresa tra i 3 e i 6 anni è in sovrappeso. I dati del Ministero della Salute mostrano che le percentuali più elevate di sovrappeso e obesità pediatrica si ritrovano nelle regioni del Centro-Sud, dove i bambini troppo in carne sono più del 40% del campione. Un paradosso, se si pensa che proprio il sud Italia è la patria della tradizionale dieta mediterranea e a quanto pare, è stata abbandonata da questi bambini.

Insegniamo ai figli ad alimentarsi bene
Quello che ha portato i bambini di oggi a diventare troppo grassi sono le mutate abitudini alimentari e il cambiamento dello stile di vita. Fino a qualche decennio fa, si seguiva un’alimentazione povera di proteine, soprattutto di quelle provenienti dalla carne. Al sud si mangiava molto pesce, al nord si consumavano legumi e cereali integrali. Poiché l’automobile non era così diffusa, ci si spostava soprattutto a piedi: le – poche – calorie e grassi che si ingerivano venivano consumate da una attività fisica quotidiana. Le ore di scuola erano meno e c’era più tempo per il gioco. Oggi, è difficile che si percorra un tratto di strada senza prendere l’automobile, anche se la scuola dista poche centinaia di metri da casa, e il tempo libero è passato in attività sedentarie, spesso davanti al computer. Lo sport non è tra le attività preferite, visto che la maggior parte dei bambini in età scolare non segue nemmeno un’attività sportiva nel corso della settimana. In compenso, questa sedentarietà è compensata da un regime alimentare troppo ricco di calorie e di grassi. Si consuma poca frutta e verdura, cibi che saziano molto pur apportando poche calorie, a vantaggio di merendine morbide e dolcissime, o di pacchetti di patatine, o ancora di pizzette e panini con hamburger. Cibi poveri di veri nutrienti ma in compenso ricchi di zuccheri, sale, grassi. Cibi morbidi, appetitosi, che fanno venire voglia di mangiarne ancora. E con essi, l’ago della bilancia sale sempre più, fino a incidere a fuoco nelle cellule adipose dei nostri figli una memoria che difficilmente in età adulta aiuterà a perdere peso. Urge quindi correre ai ripari da subito, riducendo drasticamente le porzioni ma soprattutto migliorando la qualità del cibo. I bambini rifiuteranno il minestrone, le verdure al vapore, il pesce al forno? Pazienza: la scorta in termini di grasso corporeo, a loro purtroppo non manca. E quando l’appetito tornerà a farsi sentire, proveranno questi cibi: così sani, così – dovranno ammetterlo – deliziosi.

Giorgia Andretti
Consulenza della dott.ssa Diana Scatozza
Specialista in Scienza dell’Alimentazione a Milano

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