

bevanda gasata cola aranciata
Due caramelle a metà mattinata o un ghiacciolo nel pomeriggio per spegnere l’arsura. Ebbene sì: in estate, complice il tempo libero, i nostri bambini consumano grandi quantità di ghiaccioli, caramelle, bibite dolci e frizzanti. I più piccoli poi li amano perché sono prodotti dolci e colorati. Purtroppo, però, sono cibi che contengono pochissime sostanze nutritive mentre sono ricchi di zuccheri semplici, quelli che inducono un aumento di peso nei bambini. Non solo: possono predisporre a squilibri metabolici, perché aumentano il livello di glicemia nel sangue. Di conseguenza il pancreas è costretto a produrre insulina in modo eccessivo per abbassare la glicemia.
Coloranti perfino nei cereali della colazione
Il problema di questi prodotti è quindi duplice: oltre agli zuccheri in eccesso contengono coloranti, molti di più di quanto si possa pensare. È quanto emerge dalla ricerca pubblicata sulla rivista Clinical Pediatrics e coordinata da Laura Stevens, della Purdue University a West Lafayette, nell’Indiana. La stessa ricercatrice ha pubblicato poco tempo fa un analogo studio sulle bibite. Il problema principale dei coloranti sta nel fatto che possono causare reazioni allergiche. Inoltre, in alcuni studi sono stati anche accusati di causare disturbi come iperattività e deconcentrazione, esattamente come avviene per altre sostanze chimiche, i pesticidi ad esempio, collegati da altre ricerche a disturbi del comportamento e dell’apprendimento. Occorrono naturalmente altre indagini per chiarire se tutto questo sia vero, ma un fatto è certo: la maggior parte dei coloranti sono sostanze chimiche di sintesi e non sono in alcuno modo necessarie a una corretta alimentazione. Essenzialmente, servono a rendere un prodotto più attraente e quindi a spingere la vendita, soprattutto quando è rivolto ai più piccoli. Non a caso proprio alcuni tipi più famosi di cereali per bambini sono risultati molto ricch’ di vari tipi di coloranti, fino a 41 milligrammi di un certo colorante per porzione. Si tratta però solo di un esempio, perché i prodotti ricchi di coloranti sono molto più numerosi: e quelli che ne contengono di più sono proprio le bibite, i ghiaccioli e gli snack in generale.
Impariamo a scegliere più genuino
Non è così per tutti questi prodotti, ovviamente, ma è normale che un bambino preferisca un ghiacciolo di un bel verde accesso a uno di un anonimo verdino oppure una caramella di un rosso intenso a ad una neutra bianca. Il problema è che i cibi più colorati sono anche i meno nutrienti e malsani per i bambini, per questo motivo è importante la scelta degli alimenti: vanno preferiti i prodotti più naturali e con meno additivi. Per fare questo si deve imparare a leggere anche l’etichetta e a riconoscere quali sono i coloranti sintetici. Secondo le norme della Comunità Europea, i coloranti sono identificati con la lettera – E – seguita da un numero compreso tra 100 e 180. I coloranti compresi tra il 100 ed il 163 sono organici naturali o di sintesi, mentre i rimanenti – dal 170 al 180 – sono coloranti inorganici minerali. Possono essere pericolosi per soggetti tendenzialmente allergici i seguenti:
– E 102 o Tartrazina
– E 104 Giallo di chinolina
– E 110 Giallo
– E 122 Azorubina
– E 123 Amaranto
– E 124 Ponceau 4R e Rosso cocciniglia
– E 127 Eritrosina
– E 129 Rosso allura AC
– E 131 Blu patentato
– E 132 Indigotina e Carminio d’Indaco
– E 133 Blu brillante.
È solo qualche esempio, perché i coloranti pericolosi sono molti di più. Al contrario, coloranti come E 140 – le Clorofille – sono considerati sicuri. Prima di proporre un cibo spazzatura, vale dunque la pena di leggere tra gli ingredienti, per controllare se compare uno di quelli presenti in elenco. Se così dovesse essere, sarebbe opportuno pensare a uno snack alternativo più sano.
Giorgia Andretti