

Questi composti chimici, noti anche come sostanze chimiche eterne per la loro persistenza nell’ambiente, rappresentano una minaccia significativa sia per l’ambiente sia per la salute umana. Recentemente, l’organizzazione non governativa ambientale francese Générations Futures ha sollevato un allarme in seguito all’analisi dei dati forniti dall’Autorità europea per la sicurezza alimentare – EFSA – evidenziando una contaminazione diffusa di PFAS negli alimenti in tutta Europa.
I PFAS sono una vasta gamma di prodotti industriali e di consumo, come tessuti, imballaggi alimentari, schiume antincendio, gas refrigeranti, rivestimenti antiaderenti, cosmetici, dispositivi medici e pesticidi. Nonostante il loro uso esteso, solo una piccola parte di questi composti viene monitorata regolarmente e soggetta a restrizioni normative. Tuttavia, è stato trovato che molti altri PFAS contaminano acqua e alimenti a livelli ben superiori alle soglie di sicurezza basate sulla salute. L’allarme lanciato da Générations Futures si basa su dati che mostrano livelli preoccupanti di contaminazione da PFAS in diversi alimenti. Secondo le loro scoperte,
contengono almeno uno dei quattro PFAS attualmente regolamentati negli alimenti. Inoltre, sono stati identificati sette altri PFAS pericolosi e non regolamentati in campioni di frattaglie, pesce e uova.
Un aspetto particolarmente allarmante riguarda il superamento dei limiti di assunzione settimanale tollerabile stabiliti dall’EFSA per l’esposizione combinata ai PFAS regolamentati. Ad esempio, un bambino di quattro anni che consuma un solo uovo supera questo limite di 1,4 volte, mentre un adulto di 60 kg che consuma 500 g di carne ingerisce 2,5 volte il TWI. Questo suggerisce che i limiti attuali non sono sufficientemente protettivi per la salute pubblica.
Le criticità evidenziate non si limitano solo ai rischi per la salute umana, ma comprendono anche il metodo di regolamentazione stesso. Secondo il rapporto di Générations Futures, le attuali normative sembrano privilegiare considerazioni economiche, stabilendo soglie di contaminazione basate sui livelli osservati piuttosto che su una coerente base scientifica. Ciò si traduce in un approccio che mira principalmente a rimuovere dal mercato solo i prodotti più contaminati, piuttosto che affrontare in maniera sistemica il problema.
La Générations Futures ha esortato le autorità pubbliche a seguire l’esempio di paesi come Germania e Paesi Bassi, che hanno implementato monitoraggi sistematici dei livelli di PFAS in tutti i tipi di alimenti e hanno rafforzato le normative per limitare le emissioni e ridurre l’esposizione. L’organizzazione sostiene anche l’adozione della proposta di restrizione 2023, formulata sotto il regolamento Registration, Evaluation, Authorisation and Restriction of Chemicals – REACH – che mira a vietare o limitare circa 10.000 composti PFAS. Inoltre, chiede una revisione dei limiti di PFAS stabiliti a livello europeo, per garantire una protezione più efficace della salute pubblica. In conclusione, è chiaro che la questione dei PFAS richiede un’azione concertata e urgente da parte delle autorità competenti, con l’obiettivo di salvaguardare la salute dei cittadini e proteggere l’ambiente da contaminazioni future.
Fabio Massimo Cocaina
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