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Storie di mamme

Fatiche e sensi di colpa, nuove inquietudini e vecchie paure: ecco qualche titolo per riflettere e… sorridere.

La seconda domenica di maggio, in Italia e in molti altri paesi del mondo, si celebra la Festa della Mamma. Una ricorrenza dalle origini lontane che, insieme ad altre feste legate al culto della fertilità praticato dagli antichi popoli politeisti, come greci e romani, cadeva fin da allora nel periodo dell’anno in cui la natura si risveglia dal torpore invernale, con un’esplosione di colori e di profumi tipici della primavera. Per le antiche civiltà contadine era un modo per chiedere agli dei prosperità e buoni raccolti. Col passare dei secoli, questa festività dal tono religioso si è evoluta in festa, talvolta persino in sagra. Ma questo giorno, che auguriamo a tutte le mamme sereno e colmo di affetto, potrebbe essere anche un’occasione di riflessione sul proprio ruolo di madre e sulle trasformazioni della figura materna, avvenute di pari passo alle trasformazioni sociali. Ormai la maggior parte delle donne devono riuscire a coniugare il ruolo materno e gli impegni domestici con un lavoro che le porta a trascorrere molto tempo fuori casa. Ritmi frenetici e la sensazione di non farcela rendono spesso le donne mamme confuse, insicure e piene di dubbi, che quotidianamente si ritrovano a fare i conti coi sensi di colpa – sempre in agguato – e a chiedersi “sarò una buona madre?”, “dedico ai miei figli abbastanza tempo?”. Per dare un piccolo contributo alla riflessione e cercare insieme qualche risposta, GuidaGenitori ha selezionato alcuni libri che raccontano il mondo delle mamme, le loro inquietudini e paure, con serietà certo, ma anche con una buona dose di ironia. Che non guasta mai.

In Confessioni di una mamma imbranata, pubblicato dalla casa editrice Kowalski (€ 12,50), Stephanie Calman, giornalista per alcuni quotidiani inglesi tra cui The Guardian e The Observer, ma anche autrice e conduttrice televisiva nonché sposata e mamma di due bambini, racconta con tenerezza e spietata ironia i primi anni da madre di una donna come tante. Sei una madre superefficiente e totalmente realizzata, ventiquattro ore su ventiquattro? Cucini con amore tutti i giorni, aiuti tuo figlio a fare i compiti, gli leggi una fiaba e gli canti una ninna nanna tutte le sere? O invece ti capita di fargli mangiare bastoncini di pesce e patatine fritte davanti alla televisione, ficcarlo a letto con un bacio e via per poi crollare esausta con un bicchiere in mano? Hai mai provato la sensazione che le altre madri “facciano le cose come si deve” mentre tu “sbagli tutto quello che si può sbagliare”? Se hai risposto sì alle ultime due domande, secondo la Calman sei una mamma imbranata. Ma leggendo le sue “Confessioni” scoprirai che sentirsi una mamma imbranata significa far parte di un esercito di donne molto più vasto di quanto si possa credere, e che la tua goffaggine solo pura normalità. Un libro che è un vero antidoto ai mille manuali per diventare una mamma perfetta.

Dopo quelle di una mamma imbranata, ci stanno bene le Confessioni di un mamma pigra (€ 7,50), pubblicato dalla collana Pratica delle edizioni Tea. Scritto da Muffy Mead-Ferro, sposata e madre di due bambini, che proviene da una antica famiglia di allevatori del Wyoming ma che ha abbandonato le tradizioni familiari per dedicarsi alla scrittura. Il libro è dedicato a tutte quelle mamme che non vogliono trasformare i loro figli in “superfigli”. Il mondo delle mamme pigre è quello dove i bambini imparato ad arrangiarsi da soli e i genitori non sono poi così equilibrati come si pretende che siano. Le mamme pigre dicono “no” a tutte le filosofie che compromettono la capacità dei bambini di pensare autonomamente. Ma dicono di “sì” a risparmiare tempo e denaro rifiutandosi di mettersi in competizione con quei genitori che impongono ai propri figli di eccellere a scuola, nello sport e nel tempo libero. E dicono “assolutamente sì” ad avere una vita propria, sapendo che ciò le renderà dei genitori migliori. Questo libro spiritoso e provocatorio in realtà è un invito serissimo a considerare i bisogni effettivi dei propri figli.

Non poteva mancare in questa nostra selezione l’ultimo libro della giornalista del quotidiano La Repubblica e madre di ben quattro figli, Concita De Gregorio. “Come sia una buona madre lo decidono gli altri. Il coro.” inizia così Una madre lo sa. Tutte le ombre dell’amore perfetto (Mondadori, € 14.00) un bel libro che racconta venti storie di madri e di maternità, di storie d’amore e di paura, di gioia e terribili depressioni. Dall’esperienza triste di Brooke Shields, una delle donne più belle del mondo, che partorisce a 38 anni la piccola Rowan e non smette di piangere dal primo istante in cui gliela mettono in braccio e che poi scivola verso una tremenda depressione da cui si riprenderà solo molti mesi dopo, a quella solare di Valentina Vezzali, il “cobra”, che dopo appena diciotto giorni dalla nascita del figlio Pietro riprende gli incontri di scherma e le bastano tre mesi di allenamento per vincere i campionati del mondo. La storia delle madri di Plaza de Mayo, a cui la dittatura argentina ha rubato i figli, capaci di un amore assoluto per le proprie creature scomparse, perché l’amore materno perfetto è solo quello per chi non c’è più, e quella di Mercè Anglada, ostetrica di 44 anni, che per aver dedicato l’intera vita a far nascere i figli degli altri non si è mai sposata e non ne ha mai avuti di propri. Nel testo, Concita De Gregorio compie un viaggio in una realtà circondata da moltissimi luoghi comuni, per cercare di dare voce a una realtà silenziosa, alla fatica di essere madri in un mondo in cui per le madri non c’è poi tanto posto.

Nessia Laniado e Gianfilippo Pietra ci raccontano, nel loro libro L’invenzione della mamma (Edizioni Red!, € 7,50), i pensieri, le emozioni, le memorie e i miti sulla figura più amata e “complicata” del mondo. Per i due giornalisti-scrittori la maternità è una condizione che si costruisce e si radica nell’essenza più profonda dell’essere, attraverso gesti quotidiani, errori, sofferenze, momenti di gioia, di sintonia e di conflitto. E non si tratta di una questione biologica, lo dimostrano le storie di mamme che abbandonano i figli e di donne che diventano madri adottando un bambino. Nessia Laniado e Gianfilippo Pietra hanno raccolto nel loro testo frammenti di storie di mamme narrate da figli e figlie, padri, psicanalisti, umoristi, sociologi o semplici vicini di casa. Ogni fotogramma non può che essere parziale e sporadico, ma andando avanti con la lettura, l’insieme di sensazioni ricevute permetterà, come in un puzzle, di formare un’immagine ben definita.

In Rete

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Marina Zenobio

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