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モSmettete di litigareヤ

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I figli sono le vittime principali dei conflitti familiari: un libro aiuta i genitori a gestire la crisi e lo scontro

Paura, ansia, sensi di colpa. Sono queste le principali reazioni emotive dei piccoli di fronte ai continui litigi dei propri genitori. Una serie interminabile di sentimenti negativi che, a lungo andare, rischiano di generare nei ragazzi una tendenza all’isolamento sociale e un senso di ostilit¢ nei confronti di unioni e matrimoni. Imparare a gestire i conflitti non │ facile, ma │ senz’altro doveroso. Per assicurare serenit¢ ai propri figli, per educarli a risolvere le situazioni con intelligenza e per permettere loro di continuare il proprio cammino di crescita con la necessaria apertura alla vita e alle possibilit¢ di amore e condivisione che questa pu￲ offrire.

Imparare a gestire i conflitti
Difficile far finta di niente di fronte alle provocazioni, difficile fare un passo indietro e mantenere la calma quando la tensione raggiunge livelli inaccettabili. Tuttavia gestire il conflitto │ possibile. Basta fermarsi ad ascoltare, imparando a riconoscere i limiti costruttivi di ogni dialogo e di ogni diverbio. E accettare, in molti casi, l’aiuto di una guida esperta, di un “estraneo” non coinvolto nel conflitto che, proprio per questo, riesca ad individuarne in modo chiaro le motivazioni. Un prezioso supporto in questo senso arriva dalla casa editrice Meridiana, che, con un recente libro dal titolo Senti che urla!(€ 8.00) offre ai genitori l’opportunit¢ di osservare il conflitto “da fuori”, di vederlo con occhi diversi e di acquisire infine la consapevolezza degli effetti che le tensioni familiari producono sui figli.

Dietro il litigio il desiderio di rivincita
In meno di 30 pagine le autrici, Anna Coppola De Vanna e Ilaria De Vanna, entrambe psicologhe, illustrano la tematica del conflitto familiare in modo esauriente e approfondito e in un linguaggio semplice e chiaro che facilmente raggiunge ogni tipologia di lettore. Partendo dall’analisi del “conflitto” in generale e delle motivazioni che ne legittimano l’esistenza rendendolo una condizione “naturale” della vita, il libro si pone come “mediatore virtuale” dei litigi familiari esaminando via via le situazioni pi frequenti in cui i diverbi oltrepassano i normali limiti relazionali e comunicativi per trasformarsi in vere e proprie guerre a colpi di urla, pianti e scatti d’ira. E’ il caso delle piccole discussioni su argomenti banali, nel corso delle quali si arriva a tirar fuori vecchi scheletri mai sepolti che nulla hanno a che fare (apparentemente) con il motivo del litigio. “Ogni contenuto, ogni fatto │ l’occasione per tradurre la rabbia in accusa, in offesa e l’altro reagisce nella stessa maniera(…)” dicono le autrici, che sottolineano come sovente la radice del conflitto sia nel mancato riconoscimento da parte dell’altro e nella incapacit¢ di esprimere in modo chiaro e senza aggressivit¢ i propri bisogni.

Dalla parte dei bambini
Di fatto per￲ quando si litiga si │ talmente presi da s← e dai propri problemi che si finisce con il dimenticare i figli. Non ci si pu￲ preoccupare dei bambini mentre si sta cercando l’argomentazione adatta a controbattere o mentre le grida e le accuse dell’altro aumentano la “propria” sofferenza. E’ a questo punto che le autrici cercano di riportare i lettori, gli adulti, alla realt¢ e al riconoscimento delle priorit¢ assolute in una famiglia: i figli. Mamma e pap¢ litigano? Ecco quali sono le conseguenze che ne derivano, cosa percepiscono i bambini, come vivono quei momenti, come si sentono oggi, pervasi da immotivati quanto frequenti sensi di colpa e come si sentiranno domani quando, adolescenti, avranno ormai assunto ed elaborato ogni aspetto della vita familiare. Non ci vuole coraggio per provare a cambiare, per decidere di smettere per primi, per imparare a scoprire i bisogni dell’altro. E’ sufficiente comprendere i bisogni di tranquillit¢ e di serenit¢ dei pi piccoli, consentirgli di crescere in un ambiente idoneo, costruire per loro un luogo privilegiato dove non debbano essere innocenti spettatori delle “ragioni” degli adulti . E’ sufficiente amare i propri figli.

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Paola Ladogana

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