

I batteri, con il tempo, imparano a riconoscere i meccanismi di attacco degli antibiotici la diretta conseguenza è che imparano come neutralizzarli. Lo scopritore del primo antibiotico, la penicillina, si era già accorto del limite di questi farmaci, perché i batteri possono imparare a resistere. L’antibiotico resistenza o Amr è esattamente quanto previsto da Fleming, la difesa dei batteri ha reso inutilizzabili molti farmaci disponibili, compresi i più recenti e innovativi. È essenziale tornare ad un uso consapevole degli antibiotici, ma non solo: la scienza sta lavorando per individuare sostanze in grado di contrastare l’azione dei batteri, fornendo una risposta efficace alle infezioni.
L’antibiotico o antimicrobico-resistenza è un fenomeno noto e antico. I batteri sono dotati di capacità di adattamento, come quella di resistere agli antimicrobici sia attraverso mutazioni spontanee sia mediante acquisizione di elementi genetici mobili, ossia trasferibili. L’abuso o uso scorretto degli antibiotici ha accelerato ed amplificato il fenomeno della difesa attiva. Anche l’uso indiscriminato di antibiotici in zootecnia ed in agricoltura ha fatto sì che la circolazione di batteri MDR sia un fenomeno comune nell’ambiente che ha assunto dimensioni globali. Oggi la resistenza agli antibiotici si può considerare un’emergenza sanitaria globale. Secondo l’ultimo report del World Health Organization, nel nostro paese una infezione su quattro non risponde più ai carbapenemi, gli antibiotici considerati più efficaci.
E’ necessario ripartire da un corretto uso degli antibiotici a disposizione, perché negli ultimi decenni l’abuso è stato sconsiderato. Andrebbero promosse vere e proprie campagne di sensibilizzazione, sia sulla gente comune sia sui medici, per migliorare l’appropriatezza prescrittiva e quindi usare antibiotici solo quando sono veramente necessari. Inoltre, si può agire prima che i batteri provochino infezioni, agendo sulle cause, per esempio con i vaccini. Le complicanze causate dall’influenza, che spesso portano a bronchiti od otiti che vanno poi trattate con antibiotici, si possono evitare con i vaccini. Inoltre, spesso le infezioni virali vengono scorrettamente trattate con antibiotici. Ridurre la loro insorgenza attraverso le vaccinazioni significa ridurre anche questo utilizzo ingiustificato eppure molto diffuso di antibiotici. Sono disponibili anche vaccini diretti contro i batteri. Un esempio è la vaccinazione anti-pneumococcica, che evita di contrarre polmoniti e altre infezioni da curare poi con antibiotici. Anche la vaccinazione contro il rotavirus sembra essere in grado di ridurre il diffuso ricorso a cure antibiotiche in caso di diarrea nei bambini.
Il lavaggio delle mani è sempre il modo più efficace per ridurre il trasporto di batteri da una persona all’altra, e dunque la possibilità di infezioni. In determinati contesti, come quelli ospedalieri, può ridurre le infezioni anche del 50%. Costa pochissimo e tutti possono farlo. È importante abituare i bambini fin dai primi anni ad adottare questa pratica semplice e utilissima.
Sahalima Giovannini
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