Shopping compulsivo, arrivano le linee guida

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Shopping compulsivo, arrivano le linee guida

shopping compulsivo
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È solitamente donna, pensa continuamente a indumenti e oggetti di cui non ha realmente bisogno e, una volta acquistati, non prova soddisfazione. Sono alcuni tra i sintomi dello shopping compulsivo, un disturbo spesso sottovalutato, dovrebbe invece essere affrontato, perché può causare un serio disagio a chi ne soffre. Fortunatamente il fenomeno degli acquisti eccessivi o incontrollati è descritto in ambito clinico da più di un secolo, ma non esiste ancora una diagnosi formalmente accettata per il disturbo. Eppure è un problema altamente diffuso, invalidante e in crescita contribuendo al consumo eccessivo e ai debiti.

Vediamo come riconosce lo shopping compulsivo

Secondo gli esperti i sintomi del disturbo degli acquisti compulsivi sono caratteristici. Di solito colpiscono il sesso femminile, ma non sempre è così, infatti può diventare un problema quando:

  • Si pensa in continuazione allo shopping
  • Si fanno acquisti per tirare su il morale
  • Il tempo dedicato allo shopping interferisce con gli impegni quotidiani: studio o lavoro
  • Si deve acquistare ogni volta di più per ottenere lo stesso livello di soddisfazione
  • Ci si impegna per compare meno ma non si riesce
  • Ansia e malessere compaiono se non si riesce a fare shopping
  • Si acquista tanto e tutto mettendo a rischio il benessere

Se la sensazione di benessere dura poco, quindi subentrano forti sentimenti di vergogna, senso di colpa e imbarazzo, probabilmente si soffre della sindrome da shopping o shopping compulsivo.

La diagnosi di shopping compulsivo: un punto di svolta

In un nuovo studio guidato dalla Flinders University, pubblicato sul Journal of Behavioral Addictions, per la prima volta, esperti internazionali di psicologia hanno costruito una base sintomatologica per diagnosticare il disturbo da shopping compulsivo, un aiuto promettente per le persone che faticano a gestire il proprio comportamento di spesa. Le nuove linee guida, confermano che gli acquisti compulsivi ed eccessivi possono essere così gravi da costituire un disturbo, offrendo a ricercatori e medici nuove opportunità per sviluppare interventi mirati per questa condizione debilitante. Fino ad oggi nessun criterio diagnostico, un’assenza di criteri comunemente concordati ha ostacolato la gravità percepita del problema, così come gli sforzi di fare ricerca e di conseguenza lo sviluppo di trattamenti basati sull’evidenza. Una volta raggiunta la diagnosi corretta, sarà possibile affrontare il percorso di cura attraverso la terapia cognitivo-comportamentale – CBT ed eventualmente i farmaci, sempre dopo una reale diagnosi dello psichiatra.

Giorgia Andretti

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