

Cure sempre più mirate e personalizzate, per la donna e per l’uomo. È questa la frontiera della ricerca farmaceutica che mira a differenziare i trattamenti a seconda del sesso, perché la donna non è un maschio in miniatura, ma un organismo con un assetto ormonale, metabolico e psicologico differente. E’ sufficiente pensare che il 42% dei medicinali in sviluppo è indirizzato alla medicina di precisione, percentuale che sale al 73% considerando solo quelli antitumorali. Ecco perché è importante partire dallo studio delle differenze di genere per arrivare a risposte cucite su misura sulla specifica persona. Nel nostro Paese l’approccio della Medicina di genere è ormai ben consolidato.
La diversità tra uomo e donna si può riflettere in diverse condizioni di salute. Le donne, per esempio, soffrono di depressione da due a tre volte più degli uomini, non solo per fattori biologici, quali il ciclo ormonale e l’effetto degli estrogeni come nell’endometriosi, ma anche sociali, come il multitasking femminile e il conseguente stress e la violenza di genere. Al contrario, le malattie cardiovascolari, considerate quasi esclusivamente appannaggio del sesso maschile, che in effetti ne è più colpito rispetto alle donne – 4,9% verso il 3,5%, rappresentano la prima causa di morte delle donne – 48% verso il 38% per gli uomini. Alla base, c’è innanzitutto un impatto maggiore di alcuni fattori di rischio, quali fumo e diabete che ne causa una prognosi peggiore. Seppur le donne fumino in media meno degli uomini – 14,9% verso 24,8%, a loro è sufficiente fumare un terzo delle sigarette dell’uomo per avere lo stesso rischio cardiovascolare. Inoltre, la donna con diabete ha un rischio cardiovascolare superiore del 44% rispetto all’uomo con pari compenso glicemico. Anche la maggior prevalenza femminile di malattie autoimmuni ed endocrine da due a cinquanta volte più frequenti nelle donne, depressione e stress associato al nuovo ruolo sociale della donna concorrono al maggior impatto delle malattie cardiovascolari.
Due anni fa, Fondazione Onda – Osservatorio per la Salute delle donne – ha messo a punto il Libro bianco Dalla Medicina di genere alla Medicina di precisione, realizzato sulla constatazione che la Medicina di genere si basa sulle diverse caratteristiche biologiche, ma anche fattori ambientali, socio-relazionali, economici e culturali, che influenzano lo stato di salute, la diagnosi, la cura oltre che l’attitudine alla prevenzione di uomini e donne. Dal Libro bianco sono emerse differenze da non sottovalutare, ad esempio il rischio di infortuni o malattie professionali: meno di un terzo delle denunce di malattia interessa le donne – 27,9% e di queste circa il 90% riguarda malattie dell’apparato osteoarticolare. La stessa tendenza si può osservare per quanto riguarda gli infortuni che riguardano per lo più gli uomini (32,9 vs 67,1%). In controtendenza le denunce per infortuni in itinere, riguardano soprattutto le donne – 22,7% verso 10,4% del totale degli infortuni, potrebbero essere dovuti a tragitti casa – lavoro più complessi per unificare più percorsi, dovendo gestire casa, bambini, anziani o al ridotto numero di ore di sonno, con ricadute in termini di incidenti stradali. Altri temi all’attenzione della medicina del lavoro sono: l’adeguatezza dei dispositivi di protezione personale e delle postazioni di lavoro in termini di ergonomia, la diversa sensibilità alle sostanze chimiche nonché le differenti reazioni allo stress lavoro – correlato.
Un altro ambito clinico di applicazione della Medicina di genere è l’oncologia. Infatti, i tumori che colpiscono uomo e donna sono diversi in termini di tipologia e aggressività, per ragioni anatomiche, ormonali, genetiche e di stile di vita. In alcune forme tumorali il sistema immunitario femminile si dimostra più reattivo predisponendole a migliori riscontri terapeutici, come per esempio nel caso del melanoma, dove la mortalità è pari a 4,09% nell’uomo e 1,7% nella donna. Lo studio delle differenze di genere nello sviluppo e cura delle patologie tumorali, attraverso il riconoscimento dell’attività degli ormoni sessuali come fattori di crescita per i tumori al seno e alla prostata, ha rappresentato uno dei primi esempi di medicina di precisione. In questo ambito, sono stati infatti identificati diversi geni e relative mutazioni tali da predisporre o causare l’insorgenza di una patologia oncologica, come nel caso dei geni BRCA 1 e 2 per cancro al seno e alle ovaie.
Sahalima Giovannini