Ernia inguinale, non sempre l’intervento è necessario

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Ernia inguinale, non sempre l’intervento è necessario

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Spesso sono i genitori ad accorgersi della tumefazione in zona inguinale del proprio bambino, nei maschietti questa evenienza si accompagna all’aumento di volume di una o entrambe le borse scrotali. In questi casi può trattarsi: di ernia o di idrocele. La prima può comparire sia nei maschietti che nelle femminucce mentre la seconda compare soltanto nei maschi. Il più delle volte entrambe le patologie si risolvono spontaneamente, ma se questo non succede si possono verificare alcune complicanze che rendono necessario l’intervento chirurgico.

Idrocele: una patologia frequente

Attraverso un canale chiamato dotto peritoneale, del liquido scende verso la borsa scrotale dove sono alloggiati i testicoli, determinando la comparsa dellidrocele comunicante, provocando il rigonfiamento della borsa scrotale corrispondente. Il gonfiore può essere temporaneo, ovvero, scomparire per poi ripresentarsi mesi o settimane dopo. I genitori sono spesso preoccupati dal colorito bluastro che assume lo scroto con idrocele. Tale fenomeno è legato all’effetto lente d’ingrandimento che la raccolta liquida esplica nei confronti dei vasi sanguigni, a cui il dotto peritoneo vaginale è attaccato. Nel caso in cui il dotto presenti un diametro più ampio, il contenuto della cavità addominale può fuoriuscire attraverso l’orifizio inguinale interno ed impegnarsi nel dotto peritoneo vaginale che, come un sacco, li contiene al di fuori della cavità addominale. In questo caso si verifica l’ernia inguinale.

Ernia inguinale

L’ernia inguinale non è dovuta a sforzi od altre attività quotidiane del bambino, di fatto rappresenta una condizione esistente alla nascita e si manifesta nelle età successive della vita. È presente nel 3-4% dei bambini e colpisce sia le femmine sia i maschi sebbene più frequente in questi ultimi. L’ernia inguinale predilige il lato destro mas può anche essere bilaterale. L’evidenza della tumefazione può comparire poche ore dopo la nascita così come in qualsiasi età della vita. La complicanza più frequente dell’ernia è l’incarceramento o strozzamento erniario, in questo caso le viscere erniate attraverso il canale inguinale subiscono lo strangolamento dei vasi sanguigni con conseguente congestione vascolare ed aumento di volume. È un evento più frequente nei primi anni di vita e deve essere temuto particolarmente nei bambini di età inferiore ai dodici mesi. Se dovesse verificarsi questa evenienza, l’intervento chirurgico si rende necessario, altri sistemi contenitivi sono inutili e pericolosi.

Intervento chirurgico è sicuro e definitivo

L’idea dell’intervento chirurgico spesso preoccupa i genitori, in realtà è un’operazione ormai di routine, a rischio praticamente zero per il bambino ma, soprattutto, è definitiva. L’intervento si esegue in anestesia generale, mediante una incisione nella piega inguinale cui segue l’identificazione del sacco erniario, dotto peritoneo-vaginale, viene isolato, legato e sezionato alla base peritoneale. L’intervento non comporta la necessità di degenza a letto né dolori o limitazioni della normale attività motoria. Il bambino può essere dimesso, nella stessa giornata in cui viene eseguito l’intervento. È quindi opportuno, se necessario, parlarne con il pediatra per avere tutti i chiarimenti che servono.

Lina Rossi

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