

La costipazione sarebbe quindi la causa dell’enuresi o almeno, è la responsabile di una percentuale delle forme di questo disturbo. E’ stato sperimentato: se ai bambini enuretici vengono somministrate sostanze in grado di ammorbidire i fecalomi, il piccolo potrebbe come risposta non bagnare più il suo lettino. Questa evenienza si verifica, ovviamente, quando è realmente presente il problema della costipazione o encopresi.
La ricerca in urologia
La tesi del prof. Steve J. Hodges del dipartimento di Urologia del Wake Forest Baptist Medical Center è senza dubbio innovativa nella sua ragionevolezza. Lo specialista sostiene che i fecalomi presenti nell’intestino e nel retto occupano un ampio spazio e che, inevitabilmente, portano a comprimere gli organi circostanti l’intestino. Più il fecaloma è localizzato nel retto, più la massa andrà a premere sulla vescica, riducendone in questo modo la capacità contenitiva. La vescica, così ridotta di volume, può contenere una quantità ridotta di liquido, è sufficiente sforare anche di soli pochi centilitri per provocare la fuoruscita di urina inconsapevolmente. Purtroppo, sono pochi i pediatri a prendere in considerazione questa realtà.
La metodologia dello studio
Lo studio ha preso in esame 30 bambini in età compresa tra i 5 ed i 15 anni con una media di 9 anni, in trattamento al centro specialistico per enuresi. Tutti i ragazzi sono stati sottoposti alla verifica radiologica per avere la conferma dell’entità e della grandezza dei fecalomi. Per quattro ragazzi su cinque è stata accertata una situazione di costipazione ben evidente e ad uno su dieci era stata diagnosticata una sintomatologia chiara di stitichezza. La somministrazione di lassativi ha dimostrato che 25 ragazzi su 30 e quindi l’83% avevano smesso di bagnare il letto nei successivi tre mesi. Questo stesso approccio è stato successivamente somministrato ad ulteriori 200 bambini con enuresi ben accertata, tutti risolti.
Altri studi sono necessari
L’enuresi colpisce il 15% dei ragazzi in età puberale, è frequente all’interno della stessa famiglia ed i ragazzi ne sono maggiormente colpiti rispetto alle ragazze. I pediatri di base dovrebbero prendere maggiormente in considerazione questo parametro, prima di arrivare a somministrare farmaci specifici o altri medicamenti. Quello del prof. Hodges resta un piccolo lavoro anche se, ha mostrato dei grandi successi terapeutici. Molti pediatri hanno sposato la teoria del ricercatore associando ai lassativi, per liberare la parte terminale dell’intestino, il divieto di bere acqua dopo le ore 20 ed una psico-terapia comportamentale. La terapia viene attuata attraverso una sorta di condizionamento operante, una risposta di allarme scatta non appena il ragazzo inizia a bagnare il letto, in questo modo viene svegliato per continuare a svuotare la vescica in bagno. Nell’arco di tre o quattro mesi il ragazzo sarà in grado di svegliarsi senza ricevere lo stimolo dell’allarme.
Dott.ssa Rosalba Trabalzini