

Sono i genitori dei compagni di classe dei nostri ragazzi, persone con le quali avremo a che fare per un bel tratto di cammino scolastico e di vita. E, proprio perché ci sono di mezzo i bambini, le dinamiche possono non essere facili da gestire. Eppure, mantenere un buon rapporto con gli altri genitori è importante, prima di tutto per la serenità dei nostri bambini.
Le occasioni per conoscere gli altri genitori non mancano nel corso dei lunghi mesi di scuola: ci si vede al mattino quando si accompagnano i figli, al momento dell’uscita, durante le riunioni e le occasioni di festa. Stringere amicizie con chi ci ispira di più è normale: si tende a diventare più amici del compagno preferito del nostro bimbo. Ma il nostro consiglio è di prendere qualche iniziativa per allargare la sfera della conoscenza e della confidenza. Può essere utile, per esempio, invitare i genitori a casa propria, se si ha spazio a disposizione, oppure organizzarsi in un giardino o in un locale. L’ideale è un incontro solo tra genitori, possibilmente lasciando a casa i bambini, per avere modo di conoscersi meglio senza le piccole pesti che schiamazzano intorno.
Punti in comune con gli altri genitori, nostri coetanei, ce ne saranno sicuramente molti. Se riusciamo a instaurare un buon rapporto con loro, è importante cercare di mantenerlo tale anche nel caso dovessero sorgere dei piccoli problemi tra i bambini. Non è raro, infatti, che i piccoli litighino per questioni da nulla, rompendo l’amicizia, si accapiglino per una matita o per un piccolo giocattolo. In questi casi è bene mantenersi, come si suol dire- al di sopra – della situazione. Molti genitori interrompono rapporti con altre mamme e altri papà per prendere le parti del proprio figlio in questioni da poco, che di solito, tra bambini, si risolvono nel giro di pochi giorni. Nei bambini questi eventi non lasciano traccia, nei genitori si possono creare situazioni imbarazzanti. È preferibile quindi lasciar correre, a meno che non si tratti di qualcosa di serio: ad esempio di aggressività, in questo caso, però, saranno le insegnanti a segnalare situazioni inopportune.
La frequentazione quotidiana porta spesso a una conoscenza profonda, che invita alla chiacchiera e alle conversazioni a livello strettamente personale. Essere amici è un bene, ma è importante evitare di scendere nel pettegolezzo, sia che questo riguardi altri genitori, sia che abbia come oggetto un’insegnante o il metodo. Una classe è come un piccolo paese dove le voci corrono facilmente oggi su WhatsApp di classe e anche al genitore-amico più fidato può sfuggire una nostra parola, un commento, che di bocca in bocca può diventare malevolo, creando equivoci e incomprensioni. E, se noi adulti siamo in grado di fronteggiarlo, non dimentichiamoci che a farne le spese sono sempre i bambini. Se non siamo d’accordo con il modo di agire di altri genitori o dei docenti, esistono altri modi per discuterne: nella riunione di classe o attraverso i rappresentanti. In questo modo sarà possibile trovare la soluzione più costruttiva, a beneficio soprattutto dei bambini.
Giorgia Andretti
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