

La Relazione annuale del Ministero della Salute al Parlamento racconta una situazione non certo rosea per quanto riguarda la salute visiva degli italiani: i problemi agli occhi riguardano quarantatré italiani su cento e quasi il 18% ha meno di quindici anni. Colpa dell’aumento della vita media, che porta nuovi disturbi nelle persone più avanti con l’età, ma anche delle cattive abitudini dei giovanissimi. Il problema è che sul territorio i centri deputati alla diagnosi e alla cura di queste malattie sono pochi, nonostante la legge.
In Italia, secondo i dati, due persone su cento soffrono di limitazioni sul piano visivo. La legge 284/97 stabilisce l’esistenza di specifici centri di prevenzione e riabilitazione visiva che devono erogare prestazioni specialistiche. La revisione delle attività svolte dalle Regioni ha evidenziato, tuttavia, una nuova riduzione del numero dei centri rispetto alla precedente rilevazione: dai cinquantanove del 2016 a cinquantuno nel 2017, i presidi erano settanta nel 2015 e ben otto Regioni e le due Province Autonome hanno dichiarato di averne un solo. Tra queste anche Regioni con grande estensione territoriale come Campania, Calabria e la Sicilia dove nel 2017 non è stata rinnovata la convenzione in nove centri su dieci. Il numero dei casi assistiti invece risulta aumentato rispetto all’anno precedente, passando da 22.091 nel 2016 a 26.900 nel 2017: un aumento di ben 4809 che rispecchia la crescita della domanda di riabilitazione visiva, in particolare nelle persone ultrasessantacinquenni.
Uno dei disturbi visivi più diffusi è la miopia, ovvero la difficoltà di mettere a fuoco gli oggetti lontani. La cause della miopia sono l’aumentata lunghezza del bulbo oculare, oppure una curvatura eccessiva della cornea e del cristallino. I raggi luminosi provenienti dagli oggetti lontani vengono messi a fuoco davanti alla retina e poi cominciano a divergere: sulla retina viene quindi impressa un’immagine sfuocata. Gli oggetti lontani appaiono così tanto più indistinti e annebbiati quanto maggiore è l’entità del difetto, che si misura in diottrie. Piuttosto diffusa tra i più giovani è anche l’ipermetropia, un difetto dell’occhio provocato da una cornea troppo piatta oppure da un bulbo oculare troppo corto: l’occhio non è in grado di accomodare, cioè di aumentare la curvatura del cristallino e quindi il fascio di luce che arriva dall’esterno viene messo a fuoco dietro la retina e la visione risulta annebbiata da tutte le distanze e soprattutto da vicino. Nelle persone più giovani, il difetto può essere scambiato per eccessiva stanchezza. Infine, l’astigmatismo è dovuto alla forma particolare della cornea, che ha aspetto ovoidale anziché sferico: le cause sono genetiche, ma il difetto può insorgere anche in seguito a traumi o ad interventi chirurgici agli occhi non perfettamente riusciti. La retina assume un aspetto simile a quello di una palla da rugby, allungato anziché sferico, quindi ha due centri al posto di uno solo. Gli stimoli luminosi non convergono nello stesso punto: quelli che attraversano il diametro più corto convergono nel punto giusto della retina, quello che mette a fuoco le immagini. Ecco perché gli astigmatici vedono gli oggetti sdoppiati.
Miopia e astigmatismo, più avanti con gli anni, possono coesistere con difetti ancora più seri, a partire dalla cataratta. Il problema può anche presentarsi nei bambini come cataratta congenita. Si tratta dell’opacizzazione del cristallino, una sorta di lente posta dietro l’iride che ha lo scopo di raccogliere gli stimoli luminosi provenienti dall’esterno e di proiettarli sull’iride. Quando il cristallino si opacizza, i raggi luminosi passano con difficoltà, quindi la visione risulta difficoltosa e annebbiata. Le cause che provocano la cataratta sono l’invecchiamento naturale dei tessuti o malattie predisponenti come il diabete, il glaucoma, la miopia e l’uso di farmaci a base di cortisone. E’ difficile rendersi conto fin dall’inizio della malattia, perché la diminuzione della vista avviene in modo molto graduale: solo la visita oculistica è in grado di stabilire se il processo di opacizzazione del cristallino è già iniziato. E’ quindi opportuno sottoporsi a visite di controllo periodiche. Diffuso dopo una certa età è anche il glaucoma, un aumento della pressione all’interno dell’occhio, dovuta a pressione alta, miopia, assunzione di farmaci a base di cortisone, alimentazione scorretta. Quando la pressione aumenta, le cellule della retina e del nervo ottico non riescono più a funzionare bene; anche i capillari sanguigni vengono schiacciati e il risultato è una visione appannata e imprecisa. E’ quindi necessario ridurre la pressione all’interno dell’occhio: fino a qualche anno fa si ricorreva soprattutto a farmaci. Oggi esistono anche tecniche chirurgiche precise. In mancanza di centri distribuiti omogeneamente sul territorio, è opportuno non attendere di avere disturbi: si deve prenotare una visita in un centro ospedaliero, pagando solo il ticket regionale. Poiché le liste di attesa sono lunghe, è bene sapere che può essere necessario aspettare anche qualche settimana. Ecco perché si deve andare quando ancora non si hanno sintomi.
Giorgia Andretti