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Ma i neonati devono bere?

acqua neonati
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L’organismo dei bimbi appena nati è costituito in gran parte da acqua, quindi il fabbisogno di liquidi è alto. La necessità varia in base al tipo di allattamento adottato.

I liquidi sono un elemento fondamentale nell’organismo umano perché consentono il corretto funzionamento di alcune funzioni vitali. All’interno delle cellule sono di supporto alle trasformazioni chimiche alla base dei processi vitali, tra una cellula e l’altra è l’acqua a garantire il trasporto delle sostanze nutritive e, ancora, l’acqua costituisce la parte fluida dei liquidi biologici come la saliva, il sudore, il sangue o i succhi gastrici. Ogni giorno vengono eliminate notevoli quantità di liquidi attraverso le urine, le feci, il sudore e la respirazione. Perché l’organismo continui a funzionare in modo corretto è quindi fondamentale che vengano reintegrati. Il discorso è ancora più valido nel caso dei neonati, il cui organismo è costituito per il 75 per cento di acqua: di conseguenza, il fabbisogno di liquidi è molto elevato. Ecco perché occorre soddisfare spesso la richiesta di bere del bambino, soprattutto quando fa molto caldo o quando il piccolo ha la febbre, quando cioè è necessario reintegrare liquidi persi velocemente, attraverso la traspirazione cutanea, la cosiddetta perspiratio insensibilis.

Quando il bimbo è allattato al seno
Nei primi mesi di vita il bebè fa scorta di liquidi attraverso il latte. Se il neonato è allattato al seno, il latte materno è sufficiente a garantirgli l’apporto di tutti i liquidi che gli servono. Sia d’estate che d’inverno, se si pratica l’allattamento a richiesta, il neonato può esprimere e soddisfare la sete, bevendo solo quelle sorsate di latte iniziale particolarmente ricco di acqua. Il latte materno contiene mediamente l’87% di acqua e mantiene questa quantità anche in situazioni estreme. Da studi effettuati in zone desertiche o tropicali, la misurazione del peso specifico delle urine dei lattanti rivelava valori nella norma. Se il lattante si ammala e ha febbre o diarrea, è molto difficile che si disidrati (e venga ricoverato) quando ha libero accesso al seno. In situazioni para-fisiologiche come il reflusso gastro-esofageo poi, la somministrazione di acqua o bevande può peggiorare i sintomi. Lo stomaco del piccolo, che già tende a trattenere poco, si trova a gestire liquidi in eccesso e a “rimetterli” più frequentemente o abbondantemente.

In caso di allattamento artificiale
Se il neonato è alimentato artificialmente, invece, è opportuno somministrare piccole quantità di acqua. Il latte formulato richiede infatti un impegno renale superiore, che potrebbe essere messo alla prova dalle alte temperature estive o dalla presenza della febbre. L’acqua, di rubinetto bollita o di bottiglia ma oligominerale e a temperatura ambiente, può essere somministrata con il cucchiaino o con un biberon, in quantità modeste e comunque secondo il desiderio del neonato. Il lattante potrebbe avere sete anche a causa di una diluizione errata della formula in polvere. Ricordo un caso recente di un piccolo paziente i cui genitori per caso avevano scambiato il misurino di una confezione di latte in polvere con un altro della stessa marca di latte ma acquistato in un altro Paese che risultò essere più capiente. Il piccolo cominciò a manifestare una diarrea da concentrazione di nutrienti che lo portò al pronto soccorso. In caso di gastroenterite vera e propria inoltre, il latte artificiale va ulteriormente diluito, se non sostituito con un latte speciale. A partire dall’inizio dello svezzamento, quando cioè verranno introdotti i cibi solidi, la necessità di bere acqua diventerà più reale, sia che si allatti al seno che si alimenti con latte artificiale. In questo caso l’acqua sarà offerta in piccoli contenitori e sarà sempre il bambino a deciderne la quantità.

Dott.ssa M. Ersilia Armeni
Pediatra, neonatologo, Consulente Professionale in Allattamento Materno IBCLC

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