

Quasi una donna su 5 vive momenti di depressione o ansia intensa durante la gravidanza o nell’anno successivo al parto. Circa il 20% di queste arriva ad avere pensieri suicidi o a compiere atti di autolesionismo. Ignorare la salute mentale non solo mette a rischio la salute e il benessere generale delle donne, ma ha anche un impatto sullo sviluppo fisico ed emotivo dei bambini.
Per questa ragione, l’Organizzazione Mondiale della Sanità lancia nuove linee guida per l’integrazione della salute mentale perinatale nei servizi di salute materna e infantile. La guida fornisce un approccio basato sull’evidenza scientifica per pianificare l’integrazione di screening e quindi diagnosi. Alfine di identificare il prima possibile i sintomi del disagio e dare risposte adatte. Tutto ciò richiede personale formato in modo adeguato. I servizi di assistenza alla maternità durante il periodo perinatale rappresentano un’opportunità unica per sostenere le donne in un ambiente rispettoso e privo di stigma, portando a una maggiore partecipazione e un migliore coinvolgimento nella cura delle donne e dei loro bambini e a un maggiore benessere della società. Guidagenitori.it fin dal 2004 si è fatta carico del problema e per questo, prima con il sostegno della fondazione Johnson & Johnson e poi con la Regione Lazio, ha stampato e distribuito in 180 centri nascita, in Italia, circa un milione di leaflet esattamente come in questo link.
I quaranta giorni dopo il parto rappresentano il momento più critico in cui una donna può sviluppare la depressione post partum e questo periodo è associato a un rischio tre volte maggiore di depressione. La depressione post partum si verifica più comunemente nelle madri adolescenti, madri di bambini prematuri e madri con una storia di depressione in famiglia. I sintomi sono gli stessi della classica depressione: umore depresso, perdita di interesse, difficoltà a dormire, sensi di colpa e ansia. La differenza importante è che i sintomi si manifestano tra l’ottava e la decima settimana dal parto. L’importante è riconoscere che qualcosa sta succedendo e cercare aiuto richiedendo una visita dallo psichiatra, il medico in grado di effettuare velocemente una diagnosi. È perfettamente normale avere dubbi, paure e ansie, ma è necessario parlare di quei sentimenti con le persone che ami e fiducia. Di seguito è possibile effettuare un semplice test per verificare se la neo mamma è a rischio di sviluppano una depressione post-partum, In base al responso del test, sarà bene fare quanto suggerito dal test di Edinburgh.
Spesso la depressione post partum viene interpretata erroneamente come Baby Blues. In realtà il Baby Blues è una forma lieve di depressione post partum che coinvolge il 60-80% delle nuove mamme e la causa è dovuta a un improvviso calo di estrogeni e altri ormoni. Questo calo è simile a quello che succede nel periodo premestruale, ma questa volta il calo è 100 volte superiore e spiega lo shock per il corpo. La donna si sente ansiosa, confusa oppure passare da uno stato di felicità a quello di un improvviso pianto. Questo può accadere dal 1° al 3° giorno dopo il parto e può durare da pochi giorni ad un paio di settimane al massimo. Tutto questo è normale e di solito scompare da solo e non è necessario alcun tipo di trattamento. Ma per il 20%, alcuni casi di baby blues possono progredire fino a una depressione post.
Chiedere aiuto è il primo passo da compiere.
Sahalima Giovannini
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