

Dare inizio a una gravidanza, però, non deve diventare una sorta di ossessione, non deve essere l’obiettivo di ogni rapporto sessuale anche se l’estate è il momento per provare a concepire. E’ questo, infatti, ciò che sostiene uno studio americano pubblicato sull’International Journal of Fertility.
Ritrovare serenità e armonia
Fare l’amore nell’ansia e nella tensione dello – speriamo che sia la volta buona – può incidere sulla serenità necessaria che occorre anche ai gameti per incontrarsi e fondersi, dando origine a una nuova vita. Nell’uomo, infatti, sapere che la compagna vuole avere rapporti solo per restare incinta non è il migliore degli afrodisiaci e anche la produzione degli spermatozoi può risentirne. Nella donna la tensione spegne ogni romanticismo ed il cortisolo, ormone che mette i sensi in allerta, prepara l’organismo ad affrontare l’attacco di eventuali nemici. Per questo può essere difficile concepire. È come se il bambino rifiutasse di arrivare tra genitori che, in realtà, non vivono quella armonia necessaria per accoglierlo. Se, insomma, si desidera avere un figlio, la cosa migliore è … non pensarci. Meglio vivere il momento, godendo dell’estate e del piacere di stare insieme, pensando alle vacanze e al riposo, trovando nuovi stimoli di coppia: le uscite a due e le cene romantiche proprio come quando si era ai primi incontri.
Saper riconoscere la propria fertilità
Secondo gli esperti, prima di tentare la strada della fecondazione assistita si dovrebbe provare senza ansia in modo naturale. Ogni donna dovrebbe conoscere il proprio periodo fertile: si colloca circa 14 giorni dopo l’inizio delle mestruazioni ed è contraddistinto dalla comparsa di perdite trasparenti e filamentose, simili a chiara di uovo crudo. È il segno esterno del fatto che i genitali femminili stanno producendo l’ovulo pronto da fecondare: il muco fluido aiuta gli spermatozoi a raggiungerlo. La donna stessa si sente più languida, più seduttiva, meglio disposta verso il partner. Questo insieme di circostanze possono essere favorite anche da una corretta alimentazione finalizzata ad aiutare sia i gameti maschili sia quelli femminili a essere più attivi. Non stiamo parlando di alimenti afrodisiaci: il peperoncino, le spezie, i frutti di mare possono al limite aumentare un po’ l’eccitazione sessuale perché favoriscono l’afflusso di sangue ai genitali e, nell’immaginario, sono vissuti come cibi eccitanti. In realtà, sono altri gli alimenti che aiutano a concepire.
Le sostanze che aiutano la fertilità
Prima di tutto ci vogliono le proteine, presenti in carne, pesce, uova e latticini: sono costituite dagli amminoacidi, molecole più semplici che aiutano a formare tutte le cellule del corpo e quindi anche quelle riproduttive. Inoltre occorrono calcio e magnesio. Il calcio, presente in tutti i latticini ma anche negli spinaci e nei cavoli, aiuta la formazione delle ossa ma è anche responsabile della regolazione degli impulsi nervosi. Il magnesio si trova nei frutti di mare, nelle noci e in altra frutta a guscio: è importante per la salute delle cellule cerebrali. Questi due elementi o, più esattamente, gli ioni che li costituiscono, sono anche essenziali per la sopravvivenza cellulare nel processo di fertilità. Infatti gli ioni di litio e magnesio facilitano l’unione immediata tra liquido cervicale e spermatico, grazie alla perfetta osmosi tra pH specifico – tra 7.0 e 8.5 – ed elettroliti, una condizione necessaria alla sopravvivenza degli spermatozoi, anche a quelli più sensibili ai livelli di osmolarità. Queste sostanze sono contenute anche in certi gel lubrificanti usati dalle coppie per una migliore intesa sessuale. Attenzione, invece, agli altri lubrificanti che possono costituire una barriera all’incontro tra ovulo e spermatozoi.
Giorgia Andretti