Procreazione Medicalmente Assistita, i falsi miti

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Procreazione Medicalmente Assistita, i falsi miti

procreazione assistita

A causa della poca conoscenza della materia, anche da parte di medici non specializzati nella specifica branca medica, ovvero: medicina della riproduzione, vi sono ancora falsi miti legati alla Procreazione Medicalmente Assistita e a possibili effetti sulla salute della donna. Una di queste informazioni è che i trattamenti di PMA possano favorire l’insorgenza di tumori o causare una menopausa precoce, ovviamente sono info totalmente prive di fondamento. La corretta informazione è importante per consentire alle donne che desiderano di avvalersi di questi trattamenti di farlo con la serenità necessaria. Per questo pubblichiamo quanto dicono gli esperti del Centro di Medicina della Riproduzione Biogenesi degli Istituti Clinici Zucchi di Monza, Gruppo San Donato.

Trattamenti di PMA e insorgenza di tumori

Quando si parla di terapie ormonali legate ai trattamenti di Procreazione Medicalmente Assistita le donne esprimono talvolta timori sui possibili effetti che queste potrebbero avere sulla loro salute, tra cui il rischio di sviluppare una patologia tumorale. Queste cure spesso vengono erroneamente definite – bombardamenti ormonali – terminologia che mette in luce una preoccupazione diffusa ma che non rispecchia affatto le caratteristiche né gli effetti delle terapie ad oggi impiegate per la stimolazione ormonale. Oltre ad essere estremamente sicure, queste terapie vengono personalizzate in base alla anamnesi specifica della singola paziente. La condizione di infertilità è, di per sé, un fattore di rischio per alcuni tumori femminili, come il cancro a mammella, endometrio e ovaio. I moltissimi studi scientifici condotti sul tema, dimostrano invece che  non vi è un rischio significativo di sviluppare questi tumori a seguito dell’utilizzo di terapie per la fertilità.

Quali fattori di rischio

Uno studio pubblicato sul British Medical Journal  ha escluso la possibilità, nelle donne che si sottopongono a trattamenti di PMA, di andare incontro a patologie tumorali come quello della mammella, del corpo uterino e delle ovaie. In merito al rischio di ammalarsi di tumore, nelle donne sottoposte ad uno o più cicli di fecondazione assistita, possono in realtà incidere altri fattori: il fumo, l’obesità, l’età della donna al momento del parto, l’arrivo o meno della menopausa e la concomitanza di problematiche come l’endometriosi che – a prescindere dal ricorso o meno alla PMA – può rappresentare un fattore di rischio per il carcinoma ovarico. Per queste ragioni, un aspetto dal quale non si può prescindere per salvaguardare in generale la salute della donna, è un piano di controlli preventivi periodici, così da monitorare e intervenire in maniera precoce e tempestiva in caso insorgano neoplasie.

Trattamenti di PMA e menopausa precoce

Altra paura frequente legata ai trattamenti di PMA è quella relativa al rischio di menopausa anticipata, ma anche in questo caso è giusto fare chiarezza e sfatare questo falso mito. La capacità riproduttiva nella donna è un meccanismo complicato, regolato da innumerevoli fattori, e soggetto a invecchiamento. Ogni donna nasce con un patrimonio di ovociti – in media due milioni – che diminuisce gradualmente in quantità e qualità nel corso della vita fertile, queste cellule non si rigenerano mai. Questa è una differenza sostanziale rispetto all’uomo, nel quale la dotazione di gameti, gli spermatozoi, non è definita dalla nascita ma prosegue durante tutto l’arco della vita fertile. Quando la riserva ovarica della donna termina, il complesso ciclo ormonale che sostiene la riproduzione si interrompe e subentra la menopausa. I fattori che determinano la tempistica della menopausa sono proprio il numero di ovociti alla nascita, la rapidità con cui essi diminuiscono e il numero minimo di ovociti necessario per il ciclo mestruale. Nella donna ogni mese alcuni ovociti iniziano il processo di maturazione e crescita, l’ovulazione, ma solamente uno viene selezionato e giunge a maturazione completa. La terapia ormonale consente invece la maturazione contemporanea di tutti gli ovociti inizialmente reclutati, anche di quelli che non avrebbero completato il percorso maturativo. Non sussiste pertanto il rischio di esaurire più precocemente il naturale patrimonio follicolare ovarico della donna e di anticiparne la menopausa, in quanto gli ovociti portati a maturazione con i trattamenti di PMA sarebbe i medesimi che andrebbero persi durante un normale ciclo mestruale.

Sahalima Giovannini

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