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Perdite in gravidanza, quando preoccuparsi

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Le perdite vaginali sono una manifestazione frequente nella vita di una donna. In genere sono dovute a episodi fisiologici, come ad esempio il normale sfaldamento delle cellule che rivestono le pareti di vagina e utero. In questi casi le perdite vaginali non provocano dolore o fastidio. Altre volte, però, le perdite possono presentare consistenza e colore sospetti ed è normale essere preoccupate.

Perdite vaginali di colore bianco o leucorrea

Le perdite bianche, scientificamente chiamate leucorrea, sono la manifestazione esterna di infezioni alla vulva e alla vagina provocate da un fungo, la Candida albicans. La Candida è presente nell’organismo umano e solitamente non provoca disturbi. Quando la sua presenza prende il sopravvento, può dare luogo a manifestazioni fastidiose, come le infezioni all’apparato genitale femminile. L’infezione tende a presentarsi più frequentemente quando si creano le condizioni che modificano l’ambiente vaginale e sono quindi favorevoli per il proliferare del fungo, che si alimenta di zuccheri. Come capita alle donne con problemi di diabete, o la cui alimentazione è troppo ricca di alimenti dolci. Anche l’abbassamento del sistema immunitario è una condizione favorevole all’insorgere della candidiasi: le donne in gravidanza, sotto stress, o al termine di una terapia a base di antibiotici, sono soggette ai sintomi della candida. È necessario ricorrere a farmaci antimicotici, in grado cioè di frenare la proliferazione del fungo. I più efficaci sono quelli a base di miconazolo e clotrimazolo, disponibili in creme oppure ovuli, da applicare localmente su indicazione dello specialista. In genere è sufficiente una settimana di terapia per debellare il problema. A volte può essere necessario curare anche il partner se ha contratto l’infezione. Nei casi più seri, si può ricorrere in aggiunta a una terapia per bocca. La vaginite da Candida si trasmette con il contatto diretto è quindi necessario, per tutta la durata della cura, avere rapporti sessuali protetti, per non trasmettere l’infezione al partner.

Le perdite gialle e grigiastre

Responsabile delle perdite grigiastre è un batterio chiamato Gardnerella, responsabile di molte infezioni vaginali. Anche questo batterio vive normalmente nell’organismo. La manifestazione più evidente della vaginite da Gardnerella è la presenza di perdite di colore bianco-grigiastro, fluide e meno consistenti della Candida. Hanno un odore molto sgradevole, utile anche al medico per la diagnosi del problema. Spesso questa infezione non provoca alcun disturbo, a parte le perdite grigiastre. La donna, quindi, non ritiene necessario recarsi dal ginecologo. In altri casi, invece, l’infezione può essere accompagnata da prurito e bruciore nella zona, oltre che da dolore durante i rapporti. Le perdite di colore giallo verdastro, schiumose, sono invece provocate dal Trichomonas, un protozoo saprofita, che, cioè, è normalmente presente nell’organismo. Le cure consistono nell’assumere farmaci specifici per bocca, che non causano danni al bambino.

Quando correre dal medico

In gravidanza, le perdite che invece devono preoccupare sono quelle di colore scuro oppure rosse. Quelle scure indicano una possibile sofferenza fetale: quando il bambino nel ventre materno ha qualche problema può rilasciare, nel liquido amniotico, il meconio, ossia il contenuto dell’intestino. Il meconio ha un colore bruno perché è ricco di bilirubina e le perdite assumono questo colore. Lo stesso vale per le perdite rosse invece possono essere dovute a un distacco di placenta oppure a una rottura delle membrane uterine, che sono irrorate da molti vasi sanguigni. In entrambi i casi è essenziale contattare il proprio ginecologo e seguire le sue istruzioni sul come comportarsi.

Lina Rossi

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