Sporadiche, preparatorie, da travaglio: le cause e le conseguenze possono essere diverse. Ecco quando si presentano e
come orientarsi per riconoscerle senza allarmarsi.
Le contrazioni sono un fenomeno fisiologico che si presenta con diversa intensità nel corso
di tutti i nove mesi di gravidanza. Quindi anche nei primi mesi è possibile avvertire delle sensazioni di peso al basso ventre e dei leggeri crampi
molto simili a quelli che si accompagnano normalmente alle mestruazioni. E’ l’utero che si contrae: all’interno delle cellule muscolari dell’utero
infatti, per effetto dello stimolo dell’ossitocina, aumenta la concentrazione degli ioni di calcio. Questo incremento fa attivare due sostanze, actina e
miosina, responsabili dell’accorciamento delle fibre muscolari, che provocano la contrazione dell’utero.
A cosa servono
Le contrazioni che durante i nove mesi (soprattutto dal secondo trimestre), si presentano sporadicamente in forma poco dolorosa, servono all’utero per
allenarsi, per predisporsi al suo progressivo ingrossamento (in nove mesi aumenta la sua capacità da circa 5-6 millilitri a 5-6 litri) per adattarsi
alle esigenze del feto e per prepararsi al parto.
Le cause scatenanti possono essere molte: dal progressivo ingrossamento dell’utero, dai primi movimenti
del bambino, da disturbi intestinali (diarrea o stitichezza) o da sforzi eccessivi.
Nelle ultime settimane di gestazione, le contrazioni diventano più
evidenti e dolorose, servono a tonificare l’utero e a preparare la dilatazione del collo uterino.
Cosa fare in caso di
dolori
Se si tratta di episodi sporadici di solito non c’è motivo di preoccuparsi. E’ consigliabile però avvertire sempre il proprio
ginecologo descrivendo esattamente i sintomi e la frequenza con cui si avvertono le contrazioni: in alcuni casi infatti, soprattutto se accompagnate da
perdite di sangue, le contrazioni possono rappresentare un segnale d’allarme che non va sottovalutato, rischio l’interruzione della gravidanza.
Alcune precauzioni
Solo in pochi casi le contrazioni sono un segnale d’allarme e spesso basta solo un po’ di riposo per stare
meglio. Ma per prevenire contrazioni forti troppo presto ci sono alcune precauzioni da seguire:
sforzo, infatti, l’utero riceve una sollecitazione e si contrae. Quindi è bene evitare non solo di caricarsi con la spesa, ma anche farsi aiutare nei
lavori di casa e, se si ha già un bambino, cercare di fare con lui giochi tranquilli e di prenderlo in braccio il meno possibile.
stress e stati emotivi intensi perché affaticano l’organismo; quindi, se è difficile riuscire ad essere rilassate e serene, si può comunque fare qualche
esercizio di rilassamento e dedicarsi momenti di riposo durante la giornata.
Come distinguere le diverse contrazioni?
Contrazioni sporadiche: sono rappresentate da un piccolo crampo addominale non doloroso, che si ripete ogni tanto. Per evitarle si devono
rallentare i ritmi quotidiani ed è consigliabile fare un controllo se si ha mal di schiena, dolori ai reni o se le contrazioni diventano frequenti.
Contrazioni preparatorie: la futura mamma sente un indurimento della pancia, come di un muscolo contratto. La sensazione può ripresentarsi dopo
alcune ore o il giorno dopo. Quando si è colte da contrazioni è bene che la donna si rilassi, si stenda sul letto o su una poltrona comoda, e se
diventano troppo regolari, anche se non molto dolorose, o se sono sempre più intense e frequenti bisogna fare un controllo.
Contrazioni da
travaglio: durano 30-40 secondi all’inizio, poi arrivano fino a un minuto, con intervalli sempre più ravvicinati. Dopo aver raggiunti l’intensità
massima si placano fino alla fase di riposo. Il dolore in questo caso coinvolge anche la schiena e i reni.
Muoversi e camminare aiutano a velocizzare il
travaglio e quando le contrazioni progrediscono con intervalli sempre più brevi, fino a 10 o 5 minuti tra una contrazione e l’altra, bisogna andare in
ospedale.
Angela Salini